Il motivo più banale: soldi. Quelli di almeno tre mesi di lavoro che Gabbar Singh da tempo pretendeva dall'ex datore di lavoro, Armando Martufi. Sarebbe questo il motivo che avrebbe portato alla violenta aggressione consumatasi il pomeriggio del 31 dicembre a Cori, nel centro ippico che il 55enne corese gestisce a Fontana del Prato ed in cui l'indiano aveva lavorato fino a qualche tempo fa.
Tre mesi di arretrati che a poche ore dalla fine dell'anno l'indiano era tornato a chiedere, a pretendere. Da tempo sembra che i rapporti tra i due fossero tesi. E la lite era prevedibile. Cosa sia successo esattamente al momento non è ancora dato di saperlo, l'unica cosa certa è che Gabbar ha preso un forcone e ha colpito Martufi con il manico di legno. Una bastonata singola che ha fatto stramazzare a terra la vittima con la testa rotta. E' quanto ha raccontato al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone che ieri mattina, alla presenza del sostituto procuratore Giuseppe Bontempo e dell'avvocato della difesa Maria Teresa Fiore, ha confermato la misura cautelare della detenzione in carcere per l'immigrato arresto 24 ore dopo l'aggressione.