Il sostituto procuratore della Repubblica di Pisa, Paola Rizzo, ha chiesto l'archiviazione delle accuse rivolte a Daniele Ferretti, titolare della omonima gioielleria che la sera del 13 giugno scorso uccise Simone Bernardi. La vittima, 43 anni di Aprilia, era entrato insieme al complice, Gabriele Kiflé armato di pistola con l'intenzione di mettere a segno una rapina. Nelle scorse ore è arrivata la perizia balistica richiesta dalla procura che fissa la cronologia dei fatti: il primo a far fuoco fu Kiflé. A quel punto Ferretti rispose alla minaccia esplodendo dei colpi che mancarono quest'ultimo ma che costarono la vita al Ferretti. Legittima difesa, come aveva sostenuto il commerciante che era comunque stato indagato per omicidio volontario. Ora lo stesso pm ha chiesto l'archiviazione per lui e il giudizio immediato per i tre complici di Bernardi: oltre all'altro apriliano Kiflé, Marco Carciati di Pisa e Damiano Masi di Pomezia.