Sviste, atti formulati in modo errato, documenti non consegnati e ritardi, troppi. Sono alcune delle cause alla base di parecchi contenziosi persi dai Comuni di San Felice Circeo, Sabaudia e Pontinia davanti ai giudici amministrativi, che spesso hanno condannato gli enti (e quindi di fatto la collettività) a pagare le spese di giudizio. Nell'anno appena trascorso è San Felice Circeo ad avere il primato di pronunce da parte del Tar: ben 67, di cui 12 sfavorevoli. All'ultimo posto Pontinia - ma occorre tener conto della diversità del territorio, specie per quel che riguarda l'Urbanistica - con sole otto pronunce, di cui tre sfavorevoli. A pesare sulle casse pubbliche di San Felice Circeo, per fare qualche esempio, la contesa tra il Comune e l'associazione "Circeo Fishing Club". Quest'ultima avrebbe occupato senza titolo un immobile comunale, essendo scaduta - diceva il Comune - la concessione. Ecco quindi lo sfratto. Se non fosse che - fanno rilevare i giudici - era previsto il rinnovo tacito dell'accordo: condanna, in primo grado, a quattromila euro di spese di lite. A pesare sulle casse pubbliche anche il mancato riscontro, per tempo, alle richieste di accesso agli atti. Il Comune lo ha fatto, in due casi, solo dopo il ricorso al Tar, con il risultato di dover pagare comunque, anche se il ricorso è diventato improcedibile, le spese legali. Un caso simile è avvenuto a Sabaudia. Il Comune si è "scordato" di ottemperare a una sentenza del 2016, sempre del Tar, per l'acquisizione e la manutenzione delle opere di urbanizzazione di un consorzio: nuovo contenzioso e altri soldi (duemila euro) per le spese di lite. A Pontinia, invece, il contenzioso in questo 2017 - almeno per quel che riguarda il Tar - non è stato molto rilevante. Ma qualche svista negli atti pesa anche qui. È il caso, ad esempio, di un'ordinanza a rimuovere i rifiuti poi ritirata (1.500 euro di spese di lite) o di un ricorso non notificato nei tempi previsti dalla procedura alla controparte. Errori formali o sostanziali che in un modo o nell'altro finiscono per pesare sulle casse pubbliche. E che forse, come ad esempio nel mancato rispetto dei tempi per la consegna degli atti, potrebbero essere evitati. Maggiore oculatezza che consentirebbe di utilizzare quelle risorse finanziarie in modo differente e probabilmente più utile per la cittadinanza.