E' una battaglia lunga due anni che arriva adesso alla sua tappa cruciale, nell'udienza di merito davanti al Tribunale amministrativo del Lazio che deciderà se un Comune può regolamentare e dunque limitare l'orario di frequenza delle sale slot annesse a locali pubblici. In questo procedimento si fronteggiano una gruppo di esercenti e il Comune di Formia che ad agosto del 2016 ha varato un'ordinanza che disciplina l'orario di attuazione dell'esercizio dei giochi d'azzardo autorizzati con apparecchi e congegni e limita tale possibilità alla fascia compresa tra le 10 e le 20. Troppo poco, o scomodo o comunque pesante nell'ambito del libero mercato secondo i legali degli esercizi commerciali interessati, i quali infatti nei ricorsi chiedono l'accertamento dell'abuso nell'esercizio dell'attività amministrativa e dunque la dichiarazione della illegittimità dell'ordinanza del 18 agosto 2016. Un atto impugnato già tante vole con esiti diversi, alcuni sono stati accolti in sede cautelare per difetto di motivazione del provvedimento dell'amministrazione, altri rigettati perché è stata riconosciuta la competenza amministrativa a regolamentare un tipo di attività giudicata a rischio sotto vari profili. Formia è l'unico Comune in provincia di Latina ad aver avviato questo difficile braccio di ferro con i commercianti e lo ha fatto seguendo una serie di dati relativi al gioco d'azzardo che indicano quella città (insieme ad altre dello stesso comprensorio) come uno dei punti ad alta concentrazione di macchinette slot e per valore di giocate annuali (quasi 800 euro pro capite), senza contare che l'ultima relazione della Commissione Antimafia considera le videolottery e le sale slot una delle modalità di riciclaggio di denaro da parte della malavita organizzata. Il che detto a Formia assume un suo significato preciso. Il provvedimento che adesso è al vaglio del Tar fu il risultato di un lungo (a tratti acceso dibattito) sui provvedimenti possibili per combattere il gioco d'azzardo e le ludopatie, infatti l'ordinanza comunale ha in allegato la relazione della Asl di Latina sul fenomeno in provincia e sulle città più a rischio. Per questo anche la Asl è chiamata in causa davanti al Tribunale presieduto da Antonio Vinciguerra, relatore Alfonso Maria Marra. Libero mercato e contrasto alle dipendenze da slot si fronteggiano sul filo della interpretazione legislativa e l'esito sarà comunque utile a stabilire cosa succederà delle slot e dei suoi "dipendenti"