Tolte le misure di prevenzione e parte delle confische su beni ai fratelli Luigi, Michele e Giuliano Ascione, anche se su quest'ultimo resta un gravame relativo alla sua frequentazione di componenti del clan Mallardo e per tale motivo anche in secondo grado è stata confermata una parte della misura sul patrimonio. La decisione del Tribunale di Latina esce dunque molto ridimensionata per una serie di valutazioni. La prima riguarda la supposta appartenenza di Luigi e Michele Ascione al clan dei Mallardo di Giugliano e dei Dell'Aquila (in parte trasferitisi a Formia). La difesa dei due fratelli, rappresentata dall'avvocato Luca Giudetti, ha fatto valere in appello l'«inattendibilità» delle dichiarazioni di alcuni pentiti che furono anche alla base dell'indagine penale, caduta a sua volta con l'assoluzione di entrambi da parte del Tribunale di Napoli. E così anche i giudici della quarta sezione della Corte d'Appello di Roma hanno richiamato quanto contenuto nel giudizio penale, ossia che le dichiarazioni dei pentiti a proposito di Luigi e Michele Ascione erano «integralmente inattendibili e false»