Doveva essere una serrata partita a quattro ma alla fine è rimasto in gara un solo concorrente a giocarsi la posta da 23 milioni di euro per cambiare le sorti del trasporto pubblico locale nel capoluogo. E la doccia fredda dell'esclusione è arrivata anche per Schiaffini Travel, partecipata dell'attuale gestore in proroga del Tpl e quella che già aveva intentato ricorso al Tar su alcuni verbali di gara. E' quanto emerso ieri nella seduta di gara per l'affidamento del servizio, un appuntamento su cui i riflettori erano puntati da tempo da parte di cittadini, tecnici e soprattutto lavoratori in attesa di conoscere il loro futuro. In gara è rimasta solo il raggruppamento temporaneo di imprese Cilia Italia spa (costituita da Cilia, Cialone tour e Sac Mobilità) che ha preso tutti i punti (100 su 100) per via dell'esclusione delle altre, un dato superiore ai limiti indicati dal codice dei contratti. Per questa ragione sarà il rup a valutare la congruità dell'offerta comunicandone le risultanze alla commissione di gara. Dall'esito della seduta è emerso, come da verbale pubblicato sul sito del Comune, che alle tre ditte escluse, tra le quali c'è Schiaffini Travel oltre a Trotta Bus service e l'Rti composta da Rossi bus e Nuova Tesei bus, non è stato attribuito alcun punteggio per inadeguatezza dell'offerta tecnico organizzativa rispetto ai requisiti minimi previsti. Le offerte erano infatti insufficienti sul fronte dell'offerta dei mezzi e del capitolato prestazionale non raggiungendo il numero previsto di 44 unità su strada prescritto nel bando. Una circostanza resa evidente dal fatto che per tutte le ditte venivano offerti pochi mezzi propri ed impiegati invece più vetture in comodato d'uso del Comune, di cui però solo 20 utilizzabili perché di anzianità inferiore ai 16 anni. Nel caso di Schiaffini invece i criteri non erano rispondenti alle esigenze del servizio per dimensioni e per capacità di trasporto passeggeri. La ditta rimasta in corsa ha offerto 39 mezzi propri e solo cinque del vecchio parco vetture