Per il momento, due cittadini - ritenuti responsabili del posizionamento di materiale non eco-compatibile sulla spiaggia al fine di combattere l'erosione della costa - non dovranno ripristinare lo stato dei luoghi lungo l'arenile di Villaggio Tognazzi, nel tratto compreso tra via Lago di Misurina e via Lugano. Lo ha stabilito il Tar del Lazio - Sezione Seconda Bis di Roma - con un'ordinanza che ha sospeso l'efficacia di un atto con cui il dirigente del servizio Demanio marittimo del Comune di Pomezia intimava il ripristino delle opere realizzate in violazione del regolamento regionale sull'utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative.

Nello specifico, dopo dei fenomeni erosivi avvenuti lo scorso inverno, anziché utilizzare dei sacchi di sabbia per evitare che l'erosione danneggiasse i manufatti presenti, erano stati posizionati in riva al mare - come accertato da un sopralluogo del Comune il 4 maggio 2017 - «mattoni forati in lapillo e cemento, successivamente coperti da sabbia, oltre all'utilizzo - si legge nell'ordinanza comunale del primo settembre 2017, che chiedeva il ripristino dello stato dei luoghi - di blocchi di calcestruzzo prefabbricati muniti di ganci».

Secondo i giudici, il ricorso appare fondato in quanto «si censura l'omessa adozione, da parte delle autorità amministrative, di misure protettive sostitutive dell'intervento provvisoriamente posto in essere dai residenti». In altre parole, quei mattoni e quei blocchi hanno garantito la stabilità dei fabbricati presenti.