Sono giorni decisivi, ad Ardea, per la conclusione della vicenda legata all'assistenza educativa e culturale per gli alunni diversamente abili delle scuole del territorio, sospesa dall'inizio del 2018 per mancanza di fondi in bilancio.

La cronaca della giornata di ieri

Nella giornata di ieri (24 gennaio 2018), infatti, l'amministrazione comunale - con in testa il sindaco Mario Savarese e gli assessori a Cinque Stelle - è riuscita a reperire, fra le maglie del futuro bilancio, cinquecentomila euro - una somma comprensiva anche del taglio delle indennità di sindaco, assessori e presidente del Consiglio comunale -, che dovrebbero consentire una ripresa del servizio in tempi piuttosto brevi.

Per ufficializzare questa novità, ieri mattina, il sindaco ha convocato un incontro con la presidente della Consulta per il superamento della disabilità - Barbara Tamanti -, i rappresentanti dei genitori che stanno occupando l'aula consiliare e i sindacati delle lavoratrici Aec, che purtroppo sono rimaste senza impiego.

«Al momento, oltre a questi 500mila euro, non abbiamo possibilità di reperire altre risorse - ha spiegato il sindaco -. Chiaramente, ci impegneremo a trovarne altre nel prossimo futuro, ma intanto confidiamo anche nell'incontro di domani (oggi, ndr) in Regione, sperando che si facciano carico anche loro del problema poiché, finora, non ci hanno dato un grande aiuto».

Il sindaco ha poi aggiunto che è sua intenzione «far ripartire il servizio il prima possibile, ma ci sono dei passaggi obbligatori, non ultimo il suo affidamento. Dato l'importo non possiamo stabilire a priori chi gestisca il servizio: dunque, faremo un invito alle aziende a partecipare alla gara europea». La procedura d'urgenza, come spiegato dai sindacati, ha una durata di circa dieci giorni, poi il Comune dovrà scegliere l'affidatario. Intanto, dopo l'incontro di ieri, è arrivata la delibera con cui viene sancita la variazione di bilancio che oggi, verosimilmente, porterà il dirigente del competente settore comunale a stanziare i 500mila euro per il servizio dell'Aec.

«Spero apprezziate ciò che è stato fatto - ha aggiunto il vice sindaco, Giovanni Colucci, presente all'incontro insieme a tutti gli assessori -. Confidiamo, con il prossimo bilancio, di trovare ulteriori risorse che dovranno essere coperte da maggiori entrate. Intanto, però, vi chiediamo un'apertura di credito: sospendete l'occupazione dell'aula consiliare».

In tal senso, il rappresentante dei genitori ha dichiarato di voler riferire il tutto agli altri prima di prendere una decisione. Dal canto suo, la presidente della Consulta ha invece posto delle domande, al fine di capire se il servizio sarà garantito a tutti i bambini, sia in Comma 1 che in Comma 3. Questo, hanno rassicurato dall'amministrazione, succederà: il servizio sarà ripristinato nella sua totalità, chiaramente fino alla concorrenza dei 500mila euro stanziati. Per il futuro, poi, si continuerà a lavorare, incontrando costantemente cittadini e lavoratori attraverso dei tavoli tecnici mensili. «Ma voi - ha concluso il sindaco rivolto ai presenti - ci dovete dare una mano: solo uniti possiamo raggiungere dei risultati».

La posizione della Consulta

«Oggi (ieri, ndr) la Consulta è stata ricevuta dal sindaco insieme alle parti interessate al tema della sospensione del servizio di Aec scolastico. Il sindaco ha comunicato che sono stati reperiti fondi per 500mila euro utili alla ripresa del servizio, ma insufficienti a garantirlo fino a fine anno (dicembre). Quindi il punto dirimente è stato: usarli con oculatezza, quindi operando selezioni di gravità, escludendo qualche alunno per far sì che a settembre non ci si ritrovi come oggi, oppure utilizzare l'intera somma per garantire a tutti l'assistenza visto che, conti alla mano, si riuscirebbe giusto giusto a coprire fino a giugno. Visto anche l'impegno di continuare a insistere nel reperire fondi da enti superiori e non di meno la speranza sugli introiti comunali, la Consulta, come le altre parti presenti al tavolo - si legge in una breve nota -, ha proposto unanime assistenza a tutti senza distinzione di gravità, che poi è la stessa questione che affrontammo a settembre, per chi ha memoria, quando si presentò la voce di un taglio ai comma 1 e assistere solo i comma 3. Crediamo oggi, come lo credevamo allora, che suddividere per gravità gli alunni non possa essere un metodo che accettiamo. Pertanto ci è stato comunicato che si procederà ad affido con urgenza del servizio che prevede comunque tempi dettati dall'iter burocratico necessario. Siamo desolati che si sia arrivati a sacrificare bambini e famiglie per tanti giorni e ribadiamo con fermezza la nostra solidarietà. Ci dispiace esserci trovati a un confronto solo oggi, se non altro perché avremmo potuto non trovarci all'oscuro di tutto, senza capire esattamente cosa si muoveva sul destino dei piccoli alunni. A questo proposito l'assessore Colucci ha proposto tavoli mensili, metodo di interlocuzione che auspicavamo».

La nota della minoranza

Non si è fatta attendere, infine, la posizione di alcuni consiglieri di minoranza: «Vantare  meriti nel  ristorare un credito, e in questo caso parliamo di bambini sofferenti che a causa di una miope gestione dell'amministrazione non hanno potuto esercitare per un lungo periodo un diritto sancito dalla legge, è pura vanagloria. Rinunciare, poi, a parte della indennità è semplice conseguenza alla più volte magnificata probità e proclami di cambiamento, poiché un buon amministratore dovrebbe predicare bene e... razzolare bene. Più decente, invece - scrivono Edelvais Ludovici, Franco Marcucci, Alfredo Cugini, Fabrizio Acquarelli, Luca Fanco e Riccardo Iotti -, sarebbe la restituzione del 'rimborso' di qualcuno e la rinuncia al gettone di presenza di tutti i consiglieri, visto che quelli di opposizione vi hanno rinunciato da tempo. Resta il danno provocato ai bambini, alle famiglie e alla cittadinanza tutta per la irresponsabile gestione della questione, da tempo conosciuta a tutti e verso la quale l'attuale amministrazione ha dimostrato la sua pochezza a governare. Si resta in attesa comunque dell'effettivo ripristino del servizio e solo dopo si potrà archiviare una delle più brutte pagine della storia di Ardea».