Un pranzo indigesto. Trentuno dipendenti di una azienda farmaceutica di Ferentino, lo scorso 22 agosto, finirono in ospedale per un'intossicazione alimentare. Ora la procura ha chiuso le indagini e ha indagato due persone. Si tratta dell'amministratore unico della società che gestiva i locali in cui venivano preparati e somministrati gli alimenti nella mensa interna dello stabilimento, una donna di 54 anni, di Sermoneta e il capo cuoco e responsabile dei controlli e delle verifiche sull'igiene degli alimenti, dipendente della stessa società, un uomo di 38 anni di Anagni.

I due sono accusati dalla procura di Frosinone dei reati di commercio di sostanze alimentari nocive e delitti colposi contro la salute pubblica e ciò per aver distribuito - sostiene l'accusa - «alimenti nocivi per la salute pubblica», causando un'intossicazione da stafilococco per 31 dipendenti.

Per l'accusa i due, che sono difesi dagli avvocati Daniele Meli e Federica Nardoni, non avrebbero gestito e non avrebbero assicurato «una corretta gestione nella preparazione del piatto "insalata di vitello", che contaminato, veniva tenuto a temperatura ambiente fino al momento della consumazione e, in ogni caso, veniva preparato in situazione igienica carente, tanto che i 31 dipendenti della società che mangiavano la pietanza, accusavano subito malori e, trasportati al pronto soccorso degli ospedali di Frosinone, Sora e Sezze veniva loro diagnosticata una intossicazione alimentare».

A rimanere intossicati sono stati gli addetti di due turni: quello centrale delle 8-17 e quello delle 6-14. All'improvviso sono cominciati i primi malori. Chi è andato via si è recato da solo in ospedale, mentre sul posto sono arrivate diverse ambulanze. Alcune perfino da Colleferro. L'area esterna in attesa dei trasferimenti negli ospedali si era trasformata in un ospedale da campo per le prime cure. Venne aperta un'indagine e sul posto si recarono, per i prelievi, anche gli ispettori dell'Asl. La difesa del cuoco annuncia il ricorso a un biologo per escludere qualsiasi responsabilità.