I lotti del lungomare di Sabaudia su cui oggi sorgono le ville da sogno di registi, calciatori, stilisti e personaggi famosi sono e restano proprietà privata. La compravendita tra il Comune di Terracina e la ex Domiziana srl, risalente al 17 novembre 1952, era legittima. A sentenziarlo è la seconda sezione civile della Cassazione, che dopo mezzo secolo - la prima causa risale al 1962 - scrive una volta per tutte la parola «fine» su questa vicenda. Al Comune di Sabaudia, che ha portato in aula il Comune di Terracina e pure parecchi volti noti (Francesco Totti, Guido Fendi Formilli, Alessandro Greco, Giovanni Volpi di Misurata, Giovanni Malagò, Bernardo Bertolucci e molti altri ancora visto che sono più di cento i soggetti fisici) ora non resta che pagare: spese legali per circa duecentomila euro, da sommare ai 592mila euro della sentenza di secondo grado.
È il 1962 quando il Comune di Sabaudia, all'epoca assistito dall'avvocato Lanfranco Tonelli, intenta causa contro il Comune di Terracina e la Domiziana srl. Al centro del contenzioso un atto di compravendita per i fondi denominati Ponte, Pantanelli e tumuleti del lago di Paola, poi ceduti dalla società ad altri soggetti. Questa la tesi: con l'istituzione del Comune di Sabaudia (1933), alcuni lotti del Comune di Terracina, tra cui i fondi già menzionati, sono stati attribuiti al ricorrente. Pertanto Terracina - volendo semplificare - non avrebbe potuto alienarli. Di qui la richiesta della restituzione.
In primo grado il Tribunale di Latina dà ragione al Comune di Sabaudia, ma in Appello (2011) la sentenza viene ribaltata. E ora arriva la conferma della Cassazione: la compravendita del 1952 è stata legittima e, per effetto della stessa, anche tutte le successive transazioni. La fine di un incubo per parecchi privati, che hanno dovuto fare i conti (anche nell'ambito di transazioni varie ed eventuali) con questa spada di Damocle della proprietà per mezzo secolo.
Ad assistere i convenuti, tra gli altri, l'avvocato Luca Amedeo Melegari (lo studio Melegari da tre generazioni segue questa causa), Andrea Celebrano, Stefano Coen e Marco Ferri. La sentenza è stata depositata ieri.
Secondo la tesi del Comune di Sabaudia, «in sede di istituzione di nuovi enti territoriali è ragionevole ipotizzare l'intenzione del legislatore di dotarli delle risorse patrimoniali necessarie per il normale funzionamento, come affermato dalla corte costituzionale.
A parlare chiaro è un articolo, il numero 6, del regio decreto legge del 1933 che regolamenta i rapporti del patrimonio di Sabaudia. «Non si farà luogo - si legge - a riparti patrimoniali e a conguagli di attività e passività fra il Comune di Sabaudia e quelli di Cisterna di Roma, Sezze, Terracina e San Felice Circeo, e fra questi ultimi due Comuni in dipendenza delle modificazioni di circoscrizioni disposte col presente decreto».
Il Comune di Terracina ha insomma continuato ad avere la titolarità di quei beni, di natura patrimoniale e non demaniale. Il motivo del ricorso è stato dunque giudicato infondato, inammissibile per genericità anche la seconda censura, ossia quella con cui l'Ente contestava la liquidazione delle spese processuali ad opera della Corte d'Appello.
Quei lotti, dunque, sono e restano di proprietà dei privati che li hanno legittimamente acquistati dopo la compravendita del Comune di Terracina.
Al Comune di Sabaudia, invece, non resta che pagare le spese legali ai vip e non solo.