Sta innescando una sorta di reazione a catena, sul litorale romano, la chiusura del canile di Pomezia su cui si sono concentrati i controlli dei carabinieri del Nas di Roma, che nel corso della settimana hanno rilevato alcune criticità legate alla struttura e al numero degli animali custoditi.

Infatti, pressoché da un giorno all'altro, i Comuni di Pomezia, Ardea, Anzio e Nettuno si sono ritrovati con l'impossibilità di inviare ulteriori randagi nella struttura che si trova alla periferia pometina e con l'esigenza di trovare altre location che possano accogliere i quattro zampe.

Al momento, i sindaci di Pomezia e Ardea - Fabio Fucci e Mario Savarese - sono pronti, nel giro di poco tempo, a spostare i cani già custoditi nella struttura chiusa dai militari del Nucleo antisofisticazione in un'altra struttura: Pomezia, tra le altre cose, provvederà già nella giornata di domani (12 febbraio 2018) allo spostamento dei circa 70 cani presenti (già ipotizzato da qualche tempo, ndr), in attesa della realizzazione del nuovo parco-canile comunale di via della Vaccareccia. Il sindaco di Ardea, invece, ha spiegato come la città sostenga una spesa che sfiora i 300mila euro annui per mantenere nel canile circa 130 animali, con gli uffici comunali che studieranno presto una soluzione alternativa, anche alla luce delle lagnanze di alcune associazioni onlus che non riuscivano più ad avere accesso alla struttura per opere di volontariato.

Diversa, invece, la posizione di Anzio e Nettuno: i due Comuni, infatti, almeno per il momento lasceranno i cani di loro competenza - circa 250 - all'interno del canile chiuso dal Nas - ma comunque accessibile al proprietario, allo staff e a un'associazione di volontariato -. Per il futuro, però, la strada è tracciata: si va verso la realizzazione di un canile - presumibilmente intercomunale -, in un'area del territorio di Nettuno. In tal senso, il sindaco Angelo Casto ha già dato mandato ai competenti uffici di individuare un terreno idoneo e di realizzare un progetto, dopo aver concordato col collega Luciano Bruschini l'esigenza di realizzare una struttura al servizio dei due Comuni del litorale. La scelta di Nettuno è di natura logistica, in quanto Anzio non dispone di spazi idonei alla costruzione di un canile, che deve trovarsi a una debita distanza dai centri abitati.