Volevano costituire una nuova cooperativa e cercavano un prestanome. E' quello che emerge dalle carte dell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Aprilia, prima dal tenente Silvia Bastici e poi dal collega Pellegrino Panico che ha ereditato il fascicolo. Al centro dell'incontro e della conversazione che è stata intercettata c'è il commercialista Fabio Cardenia ed Enrico Fiorillo, considerati dagli inquirenti i presunti promotori del sodalizio che faceva nascere e poi morire nel giro di due anni le coop. Sono molte le aziende venute alla luce e poi scomparse all'estero in un sistema che sembrava perfetto. L'obiettivo per formare una nuova coop è quello di puntare su un prestanome straniero a quanto pare di origine egiziana a cui cedere gli appalti della HB services, sottoposta ad una verifica e <considerata bruciata>, sostengono i finanzieri nell'informativa. In questo caso la nuova compagine doveva apparire scollegata e la sede legale doveva essere stabilita in un nuovo indirizzo con nuovi soci fondatori. <Faccio fare una nuova cooperativa?>, domanda Fiorillo a Cardenia che risponde. <Stavo pensando, forse sì>. E nella conversazione emerge anche che viene individuato il profilo giusto: uno straniero che conosce tutta la banca è un trasportatore. L'ipotesi prende concretezza. <Io gliela faccio fare>.
Nell'inchiesta emergono spesso i contatti per ammorbidire la situazione relativa alle verifiche fiscali e in una conversazione proprio i due indagati si sono confrontati sull'organizzazione per la raccolta dei soldi per dicembre (sono i soldi da dare ai finanzieri). Ed è Cardenia a chiedere a Fiorillo se le società per la fine del mese di novembre ''porteranno qualcosa .. di cash per fine mese?". Fiorillo risponde che hanno una certa paura. <Quindi so 1500, 2000 a testa>. Nonostante l'inchiesta l'obiettivo era quello di formare nuove coop.
<Dalle successive intercettazioni – scrive il gip Pierpaolo Bortone - si evince che gli indagati hanno continuano a perpetrare le loro attività illecite, nonostante le verifiche fiscali avviate dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia e hanno valutato la possibilità di costituire nuove società cooperative ( da intestare a soggetti attualmente estranei al sodalizio) in modo tale da potersi creare "fondi neri" attraverso l'emissione e l'utilizzo in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti, per creare ingenti crediti d'imposta fittizi da utilizzare in compensazione per il pagamento delle imposte>. In una intercettazione del novembre del 2015 è uno degli indagati Alessandro Aquilini a individuare una terza persona da sistemare come amministratore al quale sarebbe stato corrisposto un compenso di 3mila euro al mese ed è lui stesso che sostiene che a quella persona deve spiegare i rischi perchè è una frode ma che c'è anche una copertura investigativa perché come ha scritto il gip <Erano protetti dalla Guardia di Finanza>. <Li devo spiegare i vantaggi e i rischi, io non voglio rovinarlo>, dice Aquilini riferendosi alla persona che dovrà amministrare la nuova cooperativa. <Gli devo spiegare tutto>.