Sono state suggestioni. Dietro al micidiale allarme sociale che aveva terrorizzato decine di famiglie e che in tanti avevano ribattezzato con il nome «Balena Blu», non c'era niente di preoccupante se non una dilagante suggestione. E' la convinzione che ha maturato la Procura di Latina e il pubblico ministero Gregorio Capasso che aveva aperto un'inchiesta dopo il servizio andato in onda lo scorso maggio sulla trasmissione televisiva Le Iene in cui era stato svelato l'inquietante gioco che arrivava dalla Russia e che passava per il web e che portava i giovani, al termine di una serie di tappe al suicidio. Il magistrato inquirente ha chiesto l'archiviazione per il reato di procurato allarme ipotizzato sulla scorta di alcune segnalazione arrivate nell'ufficio giudiziario di via Ezio.
Gli accertamenti erano stati condotti dagli agenti della polizia postale, delegati dalla Procura, e al termine delle audizioni di 5 minori che hanno meno di 14 anni, tutti residenti in provincia di Latina e in base ai risultati emersi dalle operazioni peritali su smartphone e computer che erano stati analizzati, è venuto alla luce un quadro investigativo completamente diverso rispetto a quello prospettato in un primo momento.