La notizia è comparsa sulla sua pagina ufficiale poco dopo le 18: di mercoledì «Questa è una foto di circa 40 anni fa che mi ritrae con un sassofono Rampone & Cazzani Deluxe regalatomi da mio padre. Questa mattina sono venuto a conoscenza che ignoti (ladri il loro vero nome) si sono introdotti nella mia casa natale di Terracina e tra le cose rubate c'è appunto il sassofono sopra citato».

La foto è quella di un bambino che indossa la divisa del Corpo bandistico di Terracina. Lui è Rosario Giuliani, sassofonista di fama mondiale, ormai adulto che proprio a Terracina è nato e cresciuto. Qui vive ancora la sua famiglia. Ieri la denuncia del fattaccio: i ladri si sono introdotti nella sua casa di Terracina e hanno rubato diverse cose, tra cui un sax molto particolare, un "Rampone & Cazzani Deluxe", che è il primo sassofono di Giuliani, quello che lo ha iniziato probabilmente alla musica, lo stesso che imbraccia nella foto di quarant'anni fa pubblicata su Facebook. Glielo aveva regalato il padre. «Naturalmente il dispiacere per un pezzo della mia vita sottratto in questo modo è enorme!», ammette nel suo post. «Vi chiedo quindi chiunque dovesse avere notizie a riguardo di farmelo sapere. Grazie». Il tam tam sui social network è partito immediatamente.

Tante le condivisioni e i messaggi di solidarietà. Al netto del valore economico del sax targato "Rampone & Cazzani Deluxe", ormai diventato un pezzo da collezione, quello che rimarca il musicista proprio l'alto valore affettivo dello strumento. Probabilmente chi si è introdotto in casa di Giuliani nemmeno lo sa. Dunque, l'appello è di restituirlo, anche in forma anonima. La storia capitata a Giuliani assomiglia molto a quella accaduta qualche giorno fa alla famosa concertista Ophélie Gaillard a Parigi, alla quale è stato rubato un violoncello del ‘700 da 1,3 milioni di euro. L'appello su facebook è stato condiviso circa 10 mila volte e alla fine lo strumento è stato ritrovato abbandonato in un'auto, dopo che un post anonimo annunciava la posizione. Ora per il musicista che ha reso orgogliosa la città di Terracina, non si può far altro che sperare che possa accadere la stessa cosa.