Nella giornata di oggi, 24 febbraio 2018, un cittadino tunisino di 41 anni, rintracciato e fermato lo scorso 12 febbraio ad Anzio, è stato espulso dal territorio nazionale per motivi di sicurezza. Lo ha reso noto poco fa il Viminale, spiegando anche che si tratta del 23esimo allontanamento dell'anno e del 260esimo dal 2015 a oggi.

L'uomo, in particolare, era già conosciuto dalle forze dell'ordine per dei reati legati all'immigrazione illegale e alla falsificazione di documenti: seguito dall'antiterrorismo francese, lo straniero aveva avuto intensi contatti con gli estremisti islamici gravitanti attorno alla mosche di Belsunce, a Marsiglia. Molti di questi, vale la pena ricordarlo, si sono recati sul fronte siro-iracheno per combattere la guerra tuttora in corso.

Di conseguenza, constatata la situazione, la Digos di Roma, in collaborazione con l'Ucigos e con il Servizio per il contrasto all'estremismo e al terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione, si è messa sulle sue tracce e lo ha individuato ad Anzio, dove si era stabilito da qualche tempo insieme a una donna italiana, alla quale aveva imposto delle rigide regole di vita isalmiche.

Fermato e accompagnato nel centro rimpatri di Torino, il 41enne è stato ricondotto nel suo Paese d'origine.