«Quando al telefono di Antonietta ha risposto Luigi ho capito che era successo qualcosa di grave». La signora Michela amica di famiglia nonché ex collega in pensione di Antonietta Gargiulo, ha ripercorso su Radio Rai quei terribili secondi passati al telefono con il 44enne mentre era barricato in casa, pregandolo di desistere e lasciare le figlie. E invece Capasso ha aggredito verbalmente la donna, additandole anche la colpa della morte delle figlie. «Mi detto che la colpa era la mia che aveva ucciso le figlie, diceva cose confuse prima di chiudere la conversazione». La signora Michela appena chiuso il telefono ha prontamente chiamato i Carabinieri informandoli della conversazione avuta con Capasso. Ed era proprio Michela e non la mamma del militare - come erroneamente ipotizzato nelle prime ore - la donna che i Carabinieri hanno provato a far parlare con il 44enne senza successo. Lei sapeva benissimo della situazione delicata della coppia, in quanto Antonietta e le bambine erano state ospitate dalla donna lo scorso settembre, subito dopo quell'aggressione davanti lo stabilimento Findus. E forse Capasso a Michela non ha perdonato questo, il sostegno fornito all'ex moglie. Tra i particolari che in queste ore stanno emergendo, grazie anche alle testimonianza di questa amica di famiglia è la gelosia morbosa che Capasso aveva nei confronti della moglie al punto di hackerarne il cellulare. Secondo quanto ha raccontato la signora Michela, ogni messaggio e chiamata di Antonietta erano sotto il controllo del marito, attraverso un applicazione che fungeva da ponte col suo cellulare. Così avrebbe scoperto dell'appuntamento con gli altri colleghi per un caffè ad inizio Settembre. Una situazione che ha scatenato in Capasso una gelosia accecante, esplosa poi fuori il parcheggio della Findus.