Non è stata più chiamata in servizio e ha perso il posto di lavoro da quando si è sottoposta ad un intervento chirurgico per farsi crescere il seno e ha iniziato le cure ormonali. Da uomo è diventata una transessuale. Il licenziamento è per motivi sessuali e perchè ha cambiato sesso - sostengono i legali di un marittimo di 51 anni residente a Terracina che non è stato più richiamato in servizio. Il procedimento non ha avuto vita facile: è passato attraverso molti giudici ben quattro che lo hanno seguito nella sezione lavoro di via Fabio Filzi e ancora non si è concluso. La transessuale chiede la rimessione in servizio con il relativo risarcimento,  non lavora ormai da oltre 7 anni e cioè dall'ultimo sbarco per conto di una  compagnia di navigazione. Ha palesato la propria condizione attraverso l'aspetto fisico, l'abbigliamento e un trattamento ormonale che non è passato inosservato all'armatore - sostiene il legale che ha impugnato la decisione - nel 2011 dopo averla notata – ribadisce il ricorso -infatti non l'ha più richiamata al lavoro. Quello dei marittimi è un contratto molto particolare, le compagnie attingono da un registro dove sono iscritti, come nel caso della transessuale che di fatto da quando ha deciso di cambiare il suo aspetto, le sue generalità sostiene sempre il suo legale sono state cancellate. Il «licenziamento» o meglio la mancata chiamata in servizio è di natura discriminatoria per motivi sessuali. Per sapere se la transessuale potrà ritornare in servizio bisognerà aspettare la fine del 2018 quando è prevista l'udienza.