I maltrattamenti andavano avanti da tempo, troppo. Continue chiamate alle forze dell'ordine, senza che però poi alla fine la situazione tra i due coniugi, entrambi di San Felice Circeo, si ricomponesse. Così, all'ennesima richiesta d'intervento, i carabinieri e la Procura hanno richiesto al giudice del Tribunale di Latina un provvedimento urgente e per un uomo del posto, 35 anni, è scattato il divieto di avvicinamento. Contestualmente, l'uomo è stato anche allontanato da casa.
Più volte i militari dell'Arma, comandati dal luogotenente Antonio Mancini e comandati dal capitano Margherita Anzini della Compagnia di Terracina, erano già intervenuti a seguito di litigi vari. Tante richieste d'intervento per placare gli animi, con l'uomo che – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – in più di qualche occasione avrebbe usato violenza psicologica nei confronti della consorte. Sarebbero volate pure parole di troppo, anche in presenza del figlio, minorenne, dei due.
Negli ultimi tempi le chiamate ai carabinieri si sono moltiplicate e si sono fatte sempre più frequenti. Ma da parte della donna non sono mai state sporte vere e proprie denunce nei confronti del coniuge. Alla fine, per cercare di prevenire un peggioramento della situazione e per cercare di scongiurare che la stessa potesse degenerare, Procura e carabinieri hanno deciso di intervenire. A seguito delle informative redatte dai militari dell'Arma, il sostituto procuratore Giuseppe Bontempo ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'emissione di un provvedimento di divieto di avvicinamento. Il fascicolo è stato esaminato in modo rapido e in 24 ore circa il gip Mara Mattioli ha firmato il provvedimento che è stato eseguito dai militari dell'Arma. All'uomo, come prevede la procedura, è imposto di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla parte offesa e di mantenere una determinata distanza dagli stessi. Una misura, insomma, volta ad allargare lo spazio di protezione della vittima.