Un altro episodio di stalking ai danni di una donna a Terracina. Protagonista, un 30enne raggiunto dalla misura cautelare personale eseguita dagli agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina, dopo una complessa attività investigativa. Per l'uomo è scattato il divieto di avvicinamento alla parte offesa ed ai suoi prossimi congiunti, in quanto resosi responsabile del reato di atti persecutori (stalking).

La vittima 25enne, anch'essa del luogo, aveva avuto una relazione sentimentale con il predetto interrottasi la scorsa estate. Da quel momento l'uomo ha iniziato ad inviare alla sua ex copiosi messaggi tra i quali alcuni dal contenuto inquietante. Dapprima ha cominciato a riversare la sua ira nei confronti della ragazza addebitandole il "fallimento" della loro relazione. Successivamente, ha palesato un odio profondo quanto immotivato augurando alla sua ex, con cadenza quotidiana, ogni sorta di male. Alle continue minacce di morte alternava frasi del tipo: "Desidero vederti vivere soffrendo e morire soffrendo"; "Bramo la tua sofferenza"; "crepa". Ben presto lo "stalker" ha cominciato ad estendere le gravi minacce anche agli stretti congiunti della vittima generando in un intero nucleo familiare e nel nuovo compagno un costante e perdurante stato di ansia e di apprensione per la loro incolumità.

I propositi criminosi del soggetto andavano concretizzandosi quando dalle minacce passava ai fatti. Nel corso di una notte si presentava presso l'abitazione della sua ex fidanzata riuscendo a pretendere quello che doveva essere un breve dialogo. Purtroppo, come troppo spesso accade, lo "stalker" aveva altri propositi poiché afferrava la malcapitata per la testa scuotendola violentemente. Fortunatamente la vittima riusciva a sottrarsi al suo aguzzino che in quel momento si trovava in stato di ebbrezza. La ragazza non riusciva però ad interrompere le condotte persecutorie che si concretizzavano anche con pedinamenti e gesti ingiuriosi quali sputi in prossimità della ragazza e lancio di mozziconi accesi al suo indirizzo.

I numerosi episodi persecutori avevano limitato fortemente le più comuni ed ordinarie abitudini di vita della vittima, che, per sottrarvisi, si era vista costretta a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita. In uno dei tanti episodi, la giovane, mentre si trovava con degli amici in un locale pubblico ed in quel momento gremito, vedeva il suo ex irrompere all'interno. Questi la schiaffeggiava violentemente al punto da farla urtare sulla struttura del locale. A questo punto la giovane vittima, supportata anche dai familiari, ha deciso di rivolgersi alla Polizia di Stato che ha avviato un'attività investigativa tesa alla prevenzione di ulteriori condotte criminose nonché mirata alla ricostruzione degli episodi denunciati. L'attività investigativa che veniva condotta anche acquisendo testimonianze è stata supportata dall'acquisizione di elementi tecnici.

La vicenda aveva l'epilogo sperato con l'accoglimento delle richieste della Polizia giudiziaria, fatte proprie e formulate dal Sostituto Procuratore Dott. Gregorio CAPASSO, che il G.I.P. del Tribunale di Latina Dott. Giuseppe CARIO disponeva nei confronti dell'indagato per i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari. Alla stessa è fatto divieto di avvicinarsi all'abitazione ed ai luoghi frequentati dalla vittima e dai prossimi congiunti con l'obbligo di mantenere una distanza minima di 500 mt ovunque si trovino e con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo.