Un sopralluogo urgente, da mettere in atto in maniera congiunta col personale comunale, al fine di poter trovare una strategia per fronteggiare il problema dell'erosione costiera che sta massacrando Torvajanica dal 24 novembre scorso a oggi.

È questa la richiesta che, nelle scorse ore, il sindaco di Pomezia - Fabio Fucci - ha inviato alla Regione Lazio, al fine di studiare un sistema che possa porre un freno al dramma che stanno vivendo pescatori, operatori balneari, ristoratori e cittadini tutti a Torvajanica. Quintali e quintali di sabbia, infatti, sono stati inghiottiti dal mare che, inesorabilmente, in alcuni punti si sta avvicinando addirittura alle case.

Passeggiando lungo la costa che va dal confine con Ardea fino a quello con Roma, non è raro imbattersi in "scalini" alti anche oltre due metri, causati proprio dal moto ondoso che, giorno dopo giorno, ha eroso la spiaggia e trasformato uno dei litorali più lunghi del Lazio in una sorta di area a rischio, dove nessuno riuscirebbe a passare qualche ora a prendere il sole. Ciò che spaventa, infatti, è proprio l'approssimarsi della bella stagione: senza un cambiamento di rotta o lavori che possano portare a uno stop dei fenomeni erosivi e a un ripascimento "intensivo", la sensazione è che molti stabilimenti balneari potrebbero avere difficoltà ad aprire i battenti, così come gran parte delle spiagge libere potrebbe non essere fruibile al 100%.

«L'erosione - ha commentato il sindaco Fucci - sta destando enormi preoccupazioni per le conseguenze che la stessa ha provocato e potrebbe ancora provocare. Ho richiesto con urgenza un sopralluogo congiunto con la Regione Lazio, ente competente della materia, ribadendo la delicatezza della situazione e prestando fin da subito la nostra completa disponibilità a trovare soluzioni condivise in merito. Il fenomeno dell'erosione della costa - ha concluso - è seguito in maniera costante e con la massima attenzione dall'amministrazione comunale, che si impegnerà nel migliore dei modi possibili a preservare il litorale pometino».