Ordinanza di custodia cautelare annullata per Antonio Grossi, il 56enne fondano coinvolto nell'inchiesta coordinata dall'Antimafia di Napoli che ha portato a 17 arresti nelle scorse settimane. Il Tribunale del Riesame di Napoli, presidente la dottoressa Nuzzi, ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Atena Agresti, difensori dell'indagato, detenuto a Velletri per altra causa.
I legali hanno contestato la ricostruzione indiziaria che ha portato all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare. In buona sostanza, come sostenuto nel ricorso, non vi sarebbe stata una gravità indiziaria tale da "inchiodare" Grossi.
Secondo la tesi accusatoria, Grossi sarebbe stato uno «stabile acquirente di sostanze stupefacenti dall'organizzazione» e si sarebbe poi dedicato al «successivo spaccio al dettaglio» nella zona di Fondi. In particolare si cita un episodio, datato 1 marzo 2016 e "commesso" tra Napoli e Fondi. Si parla di un trasporto di sostanza stupefacente, una quantità imprecisata, dalla Campania alla Piana. Grossi si sarebbe occupato della sistemazione dello stupefacente nella sua abitazione e a sua volta avrebbe fornito ad altri due indagati sostanza stupefacente di tipo differente rispetto a quella trasportata».
Secondo i legali dell'indagato, però, gli elementi raccolti sono insufficienti, perché non c'è stato alcun riscontro concreto. Il Tribunale del Riesame ha accolto la tesi difensiva e annullato l'ordinanza di custodia cautelare, anche se Grossi, come si diceva, resta detenuto per l'arresto operato a ottobre 2016 dalla guardia di finanza in un'operazione slegata rispetto a quella dell'Antimafia ma sempre relativa a droga. Ora si attende il deposito delle motivazioni.