E' stata assolta per non aver commesso il fatto ed è uscita definitivamente di scena da questa vicenda. E' questa la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Roma e dal giudice Tommaso Picazio nei confronti di una ragazza di Latina di 34 anni che era stata condannata a quattro mesi di reclusione per un incidente stradale avvenuto nel febbraio del 2008 a Latina in via Epitaffio. In uno scontro frontale tra l'auto condotta dalla donna e un'altra vettura era morto Triestino Baggiossi di 34 anni. Il dramma si era consumato lungo una tra le strade più insidiose del capoluogo pontino che collega la città con Latina Scalo.  La donna era difesa dall'avvocato Gianni Lauretti e in aula i giudici alla fine hanno accolto la tesi difensiva e hanno riconosciuto che a provocare l'incidente stradale e la morte dell'uomo non è stata la ragazza ma un'auto pirata che non è stata individuata.  Secondo la ricostruzione della difesa - l'imputata era stata costretta a schivare una vettura che aveva eseguito una serie di sorpassi che era poi svanita e proprio per questo si era verificato lo scontro frontale. In primo grado il giudice monocratico del Tribunale di Latina aveva condannato la donna a quattro mesi di reclusione con la sospensione della patente riconoscendo un 40% di colpa nella condotta di guida della ragazza e il 60% della colpa invece all'auto pirata, oltre a 80mila euro di provvisionale per le parti offese: i familiari della vittima che adesso saranno risarcite invece dal Fondo delle vittime della strada.