Il 90 per cento degli stranieri, per lo più africani, che incontriamo fuori dai supermercati, non è più all'interno di un centro di accoglienza straordinaria; e men che meno arriva da Terracina o territori limitrofi.

Questa l'informazione forse mancante all'amministrazione comunale di Terracina, che nei giorni scorsi, insieme alla sospensione del bando sullo Sprar per aver scoperto di ospitare sul proprio territorio 150 richiedenti asilo, ha deciso anche di emanare un'ordinanza per disporre controlli da parte della polizia locale nei confronti di queste persone, soprattutto quelle che si mettono fuori dai supermercati. Obiettivo, identificarli e, se ospiti di un centro di accoglienza, segnalarli e denunciarne il mancato controllo.

Luigi Pannozzo, responsabile della cooperativa "L'Azalea" di Monte San Biagio (paesino che, oltre allo Sprar, conta 100 ospiti nei Cas, poco meno dei 149 di Terracina), si dice convinto però, per esperienza diretta, che gli stranieri che si vedono in giro per Terracina non siano ospiti dei centri d'accoglienza. Né di Terracina, né dei limitrofi. «Il divieto assoluto di mendicare - spiega Pannozzo - è già previsto dalle circolari ministeriali, trasferito alla prefettura e poi a noi gestori. Tutti gli ospiti sanno che chiedere l'elemosina, come pure lavorare in nero, equivale al rischio di essere allontanati dal centro».

Ma non solo. Sarà assai difficile, anche qualora provenissero da centri, continua il responsabile di "L'Azalea" «che siano di Terracina o Comuni limitrofi. Non troverete mai persone di Sabaudia, Monte San Biagio. Magari di Cassino, o di Roma. Per la maggior parte, comunque, non sono riconducibili ai centri d'accoglienza». Pannozzo ci spiega che i richiedenti asilo devono rispettare regole precise: «Altrimenti, dopo il primo richiamo, vengono allontanati».

Ma questo «non vuol dire che vengono espulsi o mandati altrove. Possono restare anche nel territorio, e se non hanno commesso nulla di male, non è che li puoi arrestare». Dello stesso tenore, la risposta dell'associazione "La Ginestra", che opera a Fondi e anche in altri Comuni: «Noi abbiamo affisso nelle strutture la circolare, emanata dalla Prefettura, che vieta l'accattonaggio. Facciamo controlli sul territorio ma non possiamo sapere se fanno l'elemosina fuori città. I ragazzi sono liberi di circolare, hanno l'obbligo di firma giornaliera ma sono persone libere», ci spiega Oceania Pannone.

Ad ogni modo, una volta arrivata l'ordinanza sarà necessario impiegare i vigili urbani che fanno servizio in strada. Che potranno così identificare i richiedenti. I quali, però, se non hanno documenti o non appartengono ad alcun centro, il giorno dopo potrebbero tornare. Coloro davvero attendono l'asilo, sanno già che non devono sgarrare.