«Compie varie ricerche di armerie e scarica un volantino prezzi per realizzare i suoi propositi». Abdel Salem Napulsi che era noto come Haythem è stato arrestato il 22 novembre scorso a Roma per droga in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Clementina Forleo. Un mese e mezzo prima della notifica del provvedimento restrittivo, proprio Napulsi viene fermato e identificato in piazza Vittorio a Roma: è il 5 ottobre del 2017, è un controllo che sembra di routine, viene accompagnato a Torino in un centro di accoglienza ed è in una conversazione telefonica che racconta le modalità del controllo e manifesta anche una certa preoccupazione per i motivi del fermo.  E' lo stesso Napulsi che collega l'episodio del fermo al contenuto del tablet che si trova nella sua abitazione a Roma. «Ci sono quelle cose che guardavamo», dice al telefono ad un interlocutore. Quelle cose secondo gli inquirenti sono i video scaricati dal web sui lanciarazzi e poi sulla ricerca di un mezzo: un camion oppure anche un pick up.  Inoltre sempre dal provvedimento relativo alla richiesta di custodia cautelare, emerge il timore di Napulsi relativo al controllo da parte della polizia che si occupa del pool antiterrorismo, un particolare che lo porta ad ipotizzare un suo coinvolgimento in una indagine. «E' consapevole di aver posto in essere una condotta di autoaddestramento. E' possibile ricondurre le frequentazioni del Napulsi - scrive il magistrato inquirente - nella richiesta di misura restrittiva al contesto jihadista in questo senso depone la frequentazione tra il territorio pontino e la capitale vicino al terrorista Anis Amri».
La Procura sottolinea come Napulsi puntasse a fare il salto di qualità e tutto questo coincide quando inizia a dedicarsi alla ricerca di nozioni «sulla micidialità di diverse armi». Il momento più importante è quando approfondisce la conoscenza dei lancia razzi tramite alcuni video che sono finiti agli atti e il passaggio successivo invece è alla ricerca di mezzi di trasporto ma anche camion o tir. Tutto questo è stato scoperto dall'analisi del supporto informatico che è stato sequestrato. «Gli elementi acquisiti - conclude il pm - denunciano l'orientamento verso un evento violento avente finalità terroristica»