I giudici della Corte di Cassazione, presidente Francesco Maria Bonito, relatore Antonio Minchella, hanno respinto al mittente il ricorso presentato da un 32enne di Latina, si tratta di un militare, che era stato condannato nel marzo del 2017 dalla Corte Militare d'Appello alla condanna di cinque mesi e dieci giorni con l'accusa di furto militare aggravato. L'uomo, residente a Latina, aveva impugnato la riduzione della pena di secondo grado impugnando così il dispositivo per una serie di motivi che alla fine sono stati rigettati. I fatti erano avvenuti nel presidio militare dove l'uomo prestava in servizio ed erano emersi, secondo le indagini degli elementi e dei gravi indizi a suoi carico in merito al furto di un computer e di un hard disk nei confronti di un altro commilitone. Gli apparati informatici erano stati portati via dalla camerata e secondo quanto ha sostenuto l'accusa soltanto il 32enne era presente in quel luogo. Alcuni mesi dopo l'hard disk era stato trovato in possesso del militare pontino ma in un'altra caserma (era stata la persona offesa a riconoscere alcuni file riferibili a lui). «Era inoltre improbabile - hanno scritto i giudici della Suprema Corte - che il militare pontino avesse acquistato inconsapevolmente in un mercatino proprio l'hard disk».