Ad oltre settant'anni dall'ultimo conflitto mondiale, ancora echi di guerra in terra pontina: nella Piana sono saltate fuori altre due bombe inesplose. Una lista infinita. L'ultimo ordigno in ordine di tempo è venuto alla luce nel primo pomeriggio di giovedì in un'area di montagna al confine tra Fondi e Itri, in zona Vallefredda, durante la passeggiata di due escursionisti. Intorno alle 16 si sono imbattuti in una granata d'artiglieria presentatasi in bella mostra, probabilmente sbucata a causa delle recenti, insistenti piogge. Subito dopo la casuale individuazione, i due hanno circoscritto con ogni cautela del caso il fazzoletto di terra che l'aveva celata per decenni e, quindi, allertato i carabinieri. A loro modo degli specialisti, del resto, gli autori della casuale scoperta. Gente che sa come muoversi: si tratta del delegato della sezione fondana della Croce rossa Mario Di Vito e del collega Enzo Rosati, che con la Cri da anni supportano da vicino gli artificieri nelle operazioni di recupero e brillamento di residuati bellici del genere. Del tutto simile a quello trovato lo scorso 15 marzo in via Ponte Gagliardo, sempre alla periferia di Fondi. Per una situazione ben diversa, però: se la granata d'artiglieria di giovedì è lontana da abitazioni e altri siti, quella in oggetto è riemersa dal terreno durante la ristrutturazione di un capannone. E, a differenza dell'ultima, si presenta oltretutto in pessime condizioni. Circostanza certificata anche dagli agenti della Municipale, incaricati della delimitazione dell'area circostante. Entrambe le bombe resteranno dove sono fino a data da destinarsi, in attesa dell'intervento degli uomini del 21esimo Reggimento Genio Guastatori di Caserta.