Sarà eseguita una perizia sugli apparati informatici sequestrati ai dieci indagati tutti residenti in provincia di Latina e che sono denunciati a piede libero nell'ambito dell'operazione Mosaico sul fronte della lotta al terrorismo, condotta nei giorni scorsi dagli investigatori della Digos di Latina insieme ai colleghi romani. In provincia di Latina sono dieci le persone denunciate a piede libero che devono rispondere del reato di istigazione al terrorismo.  Nel corso delle perquisizioni che sono state condotte dagli investigatori con la rispettiva elezione di domicilio per i denunciati, sono stati sequestrati diversi tablet e alcuni telefoni cellulari. Le perquisizioni hanno interessato sia il centro del capoluogo tra cui la zona del quartiere Nicolosi dove abita un cittadino tunisino di 36 anni che altri quartieri della città. Adesso l'attenzione della Procura di Roma, competente in materia di terrorismo e del pm che ha richiesto le misure restrittive per cinque persone, sarà concentrata proprio su quello che uscirà fuori dai telefoni e dai computer. Non è escluso che arrivino delle risposte interessanti dal punto di vista investigativo, oppure invece che sui telefoni non ci sia niente di prezioso per i risvolti delle indagini. Proprio dai telefoni cellulari trovati addosso all'attentatore di Berlino e nelle tre schede telefoniche di cui era stato trovato in possesso, gli inquirenti erano riusciti a ricostruire la rete di contatti diretti e indiretti dell'autore della strage ai mercatini di Natale e le indagini avevano portato in provincia di Latina e poi anche nel capoluogo pontino.