Sono concentrate su due binari le indagini della Digos di Latina e Roma nell'inchiesta «Mosaico» che ha portato nei giorni scorsi a cinque arresti per associazione per delinquere e a 10 persone, residenti a Latina e provincia, indagate a piede libero. Gli accertamenti dei detective sono orientati prima sull'analisi dei tablet e dei telefoni che sono stati sequestrati nel corso delle perquisizioni e poi anche sui movimenti di denaro degli indagati a piede libero, tra cui anche Mohamed Munai, ex presidente del centro culturale islamico di Latina e che ha lasciato il capoluogo e che si trova in Germania. Le perquisizioni hanno interessato una abitazione nella zona del quartiere Nicolosi e poi anche una sulla Pontina. Nel corso della notifica del provvedimento, gli investigatori hanno sequestrato anche degli appari informatici da cui potrebbero emergere degli elementi interessanti ma quello che interessa sono soprattutto le operazioni relative ai movimenti di denaro avvenuti almeno da sei mesi a questa parte con soldi riconducibili ai dieci indagati, tutti residenti a Latina e provincia e che sono a piede libero.
Le indagini che hanno portato gli investigatori ad una tra le più importanti operazioni di sempre sul fronte del terrorismo, è nata subito dopo la morte di Anis Amri, autore dell'attentato ai mercatini di Natale a Berlino