Il secondo caso di Tbc che ha interessato un ragazzo della scuola media Manuzio di Latina Scalo è confermato, ma tutte le corrette procedure del caso secondo il protocollo sulle malattie infettive della Asl sono state avviate e la situazione è monitorata da vicino e non genera motivi di preoccupazione. Questo quanto emerso nella riunione di ieri nell'Aula Magna dell'Istituto Manuzio convocato dalla dirigente Diana Colongi. La preside ha convocato i rappresentanti dei consigli di classe di tutti e tre i gradi della scuola, infanzia, primaria ne secondaria dal momento che la vicenda ha destato preoccupazioni ad ampio raggio per via delle attività di doposcuola che gli alunni frequentano nel plesso in ambienti promiscui . All'incontro era presente anche personale della Asl di Latina, così come avvenne per il primo caso verificatori nell'istituto, per fornire una corretta informazione alle famiglie interessate. I medici della Asl hanno rassicurato i genitori sulla corretta procedura di intervento che è stata messa in atto nell'istituto e che proseguirà senza soluzioni di continuità sulla base delle raccomandazioni ministeriali per le attività di controllo della tubercolosi. Il caso segue a poca distanza temporale quello di un'alunna, sempre delle scuole medie, sottoposta alla profilassi antibiotica e alle cure del caso all'ospedale Bambin Gesù. Ora invece si tratterebbe di uno studente di un'altra classe della scuola media, attualmente ricoverato a Roma e risultato positivo al test per rilevare il batterio. Anche questo studente è stato sottoposto alla profilassi antibiotica e posto in isolamento. Alcune famiglie nei giorni scorsi avevano scritto una lettera ai genitori chiedendo più informazioni e di valutare l'opportunità di chiudere le scuole. Ma è una misura indubbiamente eccessiva perché è già in corso l'attività di screening di cui sono state informate compiutamente le famiglie.
I controlli vengono fatti per cerchi concentrici, prima sui contatti stretti, i familiari, la classe dello studente, i professori e poi, come nel primo caso emerso alla Manuzio, anche su alcuni ragazzi che hanno frequentato il dopo scuola con l'alunno infetto. Su tutto resta saldo un principio: rendere di pubblico dominio all'interno della scuola la presenza di un caso di tubercolosi avrebbe certamente provocato una reazione incontrollabile e poco gestibile. Con una informazione controllata e capillare si evita anche l'allarmismo.