Con una sentenza pubblicata nelle scorse ore, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di una società e ha annullato una parte dell'ordinanza firmata dal sindaco di Ardea, Mario savarese, che il 2 ottobre scorso chiese la messa in sicurezza della "Rocca" di Ardea, ma anche di far eseguire - sotto la guida di un tecnico qualificato - "tutti i lavori di assicurazione che il caso richiede per la messa in sicurezza del sito e a salvaguardia dell'incolumità delle persone e per la preservazione dei beni".

In particolare, secondo i giudici romani «ogni ulteriore lavoro che vada al di là del mero ripristino delle condizioni di sicurezza del sito, della recinzione e dell'immobile per impedire crolli, intrusioni e pericoli per l'incolumità pubblica, non poteva essere oggetto di un'ordinanza contingibile e urgente - si legge in sentenza - e dovrà essere autorizzato dagli enti competenti con gli strumenti ordinari, secondo il progetto di restauro elaborato dalla ricorrente in collaborazione con lo stesso Comune di Ardea e d'intesa con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e le successive integrazioni e modifiche ad esso apportate».

Tra l'altro, la società ha ribadito di aver già effettuato degli interventi di messa in sicurezza nel 2016, contestualmente ai quali venne iniziata l'elaborazione del progetto richiamato dal Tar.

In chiusura, va evidenziato che il Comune non si è costituito in giudizio, cosa che invece ha fatto, attraverso l'Avvocatura dello Stato, il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.