Nella mattinata odierna, nell'ambito di un'operazione congiunta, personale della Squadra Mobile della Questura di Latina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, con l'apporto specialistico del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e patrimoniali, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Latina Dott.ssa Laura Matilde Campoli, su richiesta dei Sostituti Procuratori Dott.ssa Luigia Spinelli, Dott. Claudio De Lazzaro e Dott. Giuseppe Bontempo nei confronti di 13 persone (7 in carcere, 5 ai domiciliari e 1 obblighi di firma), ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato dalla transnazionalità, al trasferimento fraudolento di valori, alla bancarotta fraudolenta, nonché di innumerevoli reati tributari e societari.
Le indagini di polizia giudiziaria e quelle patrimoniali hanno evidenziato il ruolo di un commercialista pontino, quale promotore ed organizzatore di una complessa associazione per delinquere, composta da una rete di fiduciari che, attraverso la costituzione di società schermo, sia in territorio svizzero che in quello italiano, hanno movimentato ingenti capitali sovente utilizzati per acquisizioni immobiliari, per illecito arricchimento personale, oltre che per il finanziamento occulto della società sportiva U.S. Latina Calcio, già militante nel campionato nazionale di serie "B".
L'attività ispettiva di polizia economico-finanziaria sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, audizioni di testimoni ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha inoltre consentito di disvelare un articolato sistema di frode attuato mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, e di effettuare sequestri per equivalente nei confronti di alcuni indagati per un valore complessivo di oltre 40 milioni di euro.
L'attività investigativa, avviata nell'aprile del 2015 e nell'ambito della quale sono state effettuate anche due rogatorie internazionali con l'autorità giudiziaria svizzera, ha inoltre consentito di raccogliere gravi indizi di reato in ordine ad un sofisticato sistema di riciclaggio internazionale attuato attraverso la strumentale costituzione in territorio elvetico di 4 società anonime, aventi tutte sede legale a Lugano (CH), presso una fiduciaria svizzera, operante nel settore della consulenza e gestione di patrimoni.
Attraverso tali persone giuridiche elvetiche sono state costituite in Italia altrettante società a responsabilità limitata, partecipate al 100% dalle società svizzere, aventi per oggetto sociale la gestione di beni immobili propri, tutte iscritte presso la camera di commercio di Latina ed amministrate da soggetti residenti nel capoluogo pontino.
Le indagini patrimoniali, condotte da specialisti del Servizio Centrale Operativo e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno corroborato il quadro indiziario a carico degli indagati, in ordine al reato associativo ed alle ipotesi di riciclaggio e reimpiego di beni di provenienza delittuosa; consentendo di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine ad ulteriori ipotesi di intestazione fittizia di beni nonché di addivenire al sequestro di ingentissimi patrimoni illecitamente accumulati in evidente sproporzione con i redditi dichiarati dagli indagati. Si tratta di 20 fabbricati di civile abitazione, di cui 2 ville; 19 immobili commerciali, magazzini ed autorimesse; 3 appezzamenti di terreno; 8 veicoli; 7 società e 1 quota societaria, per un valore complessivo stimato in 25 milioni di euro circa.
Lo sviluppo di numerose segnalazioni per operazioni sospette e l'analisi dei flussi finanziari condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina con il qualificato apporto del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ha permesso di ricostruire l'ingente provvista generata in Italia, successivamente trasferita in territorio estero (elvetico).
La costituzione di società italiane, con capitale interamente partecipato da quelle estere, ha consentito il rientro in Italia, a mezzo bonifici bancari, delle somme depositate in Svizzera a favore delle società italiane a titolo di "finanziamento soci".
Le predette società, a loro volta, hanno utilizzato i capitali illecitamente costituiti all'estero per l'acquisizione di beni immobili e di partecipazioni societarie, reimpiegando le somme provento di reato.
Gli indagati, infatti, programmavano il riciclaggio e reimpiego dei capitali di provenienza illecita in Italia, che avveniva nell'ultima fase tramite la cessione delle quote delle società anonime svizzere in favore di soggetti fiduciari a prezzi irrisori rispetto all'effettivo patrimonio immobiliare accumulato dalle persone giuridiche, e costituito con i proventi dell'imponente evasione fiscale e previdenziale.

Un ciclone sulla città. Da questa mattina non si parla di altro a Latina, dove all'alba è scattata l'operazione denominata Arpalo che ha portato all'emissione di 13 misure cautelari eseguite ed un milionario sequestro di denaro. Questo in anteprima l'elenco delle persone arrestate questa mattina. Agli arresti con restrizione in carcere sono finiti: Pasquale Maietta (che però si trova ricoverato nella clinica Pio XI di Roma dopo essersi infortunato ad una gamba), Paola Cavicchi, Fabrizio Colletti, Salvatore Di Raimo, Fabio Allegretti, Giovanni Fanciulli e Pietro Palombi. Ai domiciliari  sono finiti Roberto Noce, Augusto Erennio Massimo Bizzini, Max Pietro Maria Spiess, Pierluigi Sperduti e Paola Neroni. Con obbligo di firma Ivano Allegretti. 

"Sono 13 le misure cautelari eseguite tra cui un ingente sequestro di denaro. Era un'associazione che vedeva con organizzatore Pasquale Maietta, Paola Cavicchi e il figlio Fabrizio Colletti" ha detto il Procuratore Capo Andrea De Gasperis. Le indagini nascono nel 2015 ad Aprilia da parte della Guardia di Finanza e contemporaneamente c'è un altro filone della Squadra Mobile. "Sono state eseguite indagini di natura tributaria e patrimoniali  - ha detto De Gasperis - gli indagati controllavano coop che garantivano manodopera". Secondo quanto emerso dall'inchiesta, gli indagati si aggiudicavano commesse e le coop emettevano fatture per operazioni contabili e svuotavano le casse e poi le coop scomparivano e venivano sostituite. È un modus operandi che ha creato un danno di almeno 200 milioni".  Individuate inoltre quattro società in Svizzera su cui vengono versate delle somme di denaro importanti. Sequestrati beni per 40 milioni di euro.
Nella conferenza stampa di poco fa, presso la Procura di Latina, sono emersi anche alcuni appunti dell'avvocato Paolo Censi, che si uccise due anni fa nel suo studio di fronte al Tribunale. dagli appunti si evince che fosse già a conoscenza delle indagini in corso.
"Le società cooperative venivano gestite come dei bancomat - ha esordito il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Michele Bosco. "I filoni di indagine sono cresciuti progressivamente - ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Latina, Carmine Mosca - Siamo riusciti a ricostruire il meccanismo grazie anche ad una rogatoria in Svizzera abbiamo trovato riscontro alle ipotesi investigative".