Il danno derivante dalle attività illecite di evasione fiscale e contributiva, dalle false fatturazioni e dalla bancarotta, ammonterebbe secondo i calcoli degli investigatori a 43 milioni 192mila euro. E' quello il totale dei sequestri per equivalente disposto dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di Maietta e dei suoi sodali. Ma è soltanto una parte del patrimonio che il Tribunale spera di portare un giorno a confisca, perché sulla scorta dei pesanti indizi raccolti per l'ipotesi di intestazione fittizia di beni, accogliendo la richiesta della Procura il giudice Campoli ha messo le mani anche su 20 appartamenti residenziali, due ville, 19 immobili commerciali, magazzini e rimesse, tre appezzamenti di terreno, 8 autoveicoli, 7 società e una quota societaria, il tutto per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro.
Ovviamente colpite dal sequestro sono anche le società utilizzate per il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, ovverosia la Arcobaleno Italia srl; la J&M Investments srl; la CRF House srl. Lo spettro della confisca non poteva non riversarsi anche sui tre principali indagati dell'inchiesta Arpalo, cioè Pasquale Maietta, Paola Cavicchi e Fabrizio Colletti, nei confronti dei quali è stato disposti il sequestro dei rispettivi patrimoni, mobili e immobili. Una vera bufera per il sodalizio che ha prosperato per anni sfruttando il sistema delle cooperative e l'opportunità che questa particolare forma societaria offre per evadere contributi e creare un giro vorticoso di prestazioni inesistenti con false fatturazioni.