Come l'ex deputato Pasquale Maietta, che da tempo si era trasferito a Roma in una casa presa in affitto nel quartiere Eur, nella zona della Basilica dei Santi Pietro e Paolo, anche l'imprenditrice Paola Cavicchi aveva scelto di defilarsi dalla scena latinense e lo aveva fatto acquistando lo scorso anno un'abitazione a Collina Fleming, nel quadrante nord della capitale. Entrambi dopo i primi guai giudiziari avevano preferito sottrarsi ai riflettori puntati dall'opinione pubblica, riducendo la frequentazione del capoluogo pontino ai soli impegni lavorativi. Probabilmente si aspettavano che prima o poi le indagini di natura fiscale e tributaria - delle quali erano venuti a conoscenza sin dalle prime battute grazie ad alcuni finanzieri infedeli finiti per questo sul registro degli indagati - avrebbero presentato loro il conto e la lontananza dal capoluogo avrebbe anche evitato loro gli obiettivi di telecamere e macchinette fotografiche il giorno degli arresti. Proprio come è successo ieri: all'appello mancavano proprio loro. Quando la scorsa settimana la Procura ha emesso le ordinanze di custodia cautelare, gli investigatori di Polizia e Guardia di Finanza hanno dovuto compiere una ricognizione per verificare i domicili degli indagati destinatari dei provvedimenti restrittivi. È emerso così che Pasquale Maietta non disponeva solo della villa di via Nascosa, nei pressi di via Respighi, ma si divideva con la famiglia tra Latina e Roma.