La complessità dell'indagine ha portato ad un coordinamento su una serie di contributi investigativi - ha sottolineato il gip Laura Matilde Campoli- emersi anche da un pluralità di servizi che si sono orientati in funzione dei diversi filoni bisognosi di sviluppo».
I magistrati inquirenti inoltre hanno sottolineato che il sistema fraudolento era studiato con figure che possono dividersi in tre aree: una dei professionisti, una invece degli amministratori e infine una dei prestanomi. E' stato il Nucleo di Polizia Tributaria di Latina, insieme alla Tenenza di Aprilia, che ha seguito il binario dei reati tributari ed alle bancarotte delle imprese di autotrasporti. Gli agenti della Squadra Mobile di Latina hanno ricostruito il riciclaggio dei rilevanti proventi dei reati tributari che sono stati accertati dagli investigatori della Guardia di Finanza. Il Servizio Centrale Operativo della Polizia ha collaborato insieme alla Squadra Mobile, alle indagini sul riciclaggio ed ha condotto accertamenti patrimoniali per verificare la congruità dei patrimoni rispetto alla capacità di reddito. I militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria si sono occupati delle segnalazioni di operazioni sospette relative ai soggetti ed alle società che sono finite nell'indagine, valorizzando in questo modo i flussi finanziari di maggiori interesse.
Sono due i filoni investigativi su cui hanno lavorato gli investigatori. Il primo è riguarda le frodi fiscali da parte di alcuni imprenditori pontini e romani. «Con caratteristiche apparentemente omogenee, da cui derivava il conseguimento di ingenti profitti illeciti in gran parte materialmente percepiti nella forma del denaro contante - ha osservato il gip - e l'esistenza di alcune società immobiliari di Latina partecipate da holding svizzere costituite in forma anonima, tramite le quali venivano realizzati importanti investimenti sul territorio pontino con denaro di incerta provenienza». Il sistema è congegnato in un certo modo: «Hanno adottato una modalità operativa - ha sottolineato il gip - per cui le società, contestualmente alla messa in liquidazione, vengono successivamente trasferite in altre sedi ricadenti in province diverse da quelle di provenienza»