Centinaia di lavoratori sono stati beffati perché le cooperative di cui erano dipendenti non hanno versato i contributi, nè pagato le tasse all'Erario. Il fronte economico dell'inchiesta «Arpalo» è un martirio ed è un capitolo duro da leggere perlomeno quanto quelli che attengono i reati veri e propri. Nessuno degli amministratori spietati di quelle coop (moltissimi dei quali solo prestanome) ha mai pensato di pagare le tasse. Fabio Allegretti era il più determinato di tutti. Teneva le fila di un gruppo di coop e prendeva commesse in danno di aziende regolari, ma non ha mai ceduto un millimetro nella sua filosofia dell'illegalità. E temeva controlli, anzi li evitava tenendo fuori dalle sue imprese, per esempio, qualunque rappresentanza sindacale. Ecco cosa dice ad una sua amica nel corso di una delle conversazioni intercettate dalla polizia: "...gli ho detto: mi avete rotto il ca..o. Sono nelle condizioni di potervelo dire, in fin dei conti quando vi pago le regole le stabilisco io se sto nella legge ... gli ho detto poi è chiaro che se ... non vorrei nessuna sigla sindacale dico sarebbe cosa gradita se faceste un passo indietro".