Con quella ferita, sembra una recisione del tendine rotuleo, Pasquale Maietta non può stare in una cella all'interno di un carcere. Così ci sarebbe scritto nelle conclusioni della consulenza medica depositata ieri mattina nella cancelleria del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, consulenza tecnica affidata dal Gip Laura Campoli al Colonnello medico Maria Elena Silvotti, Dirigente del Servizio Sanitario del Comando generale dei Carabinieri. Il quesito posto dal giudice al consulente verteva sulla compatibilità delle condizioni di salute di Pasquale Maietta con il regime carcerario. Il commercialista ed ex onorevole è coinvolto in veste di presunto promotore dell'associazione per delinquere. Il commercialista ed ex onorevole coinvolto in veste di presunto promotore di un'associazione per delinquere dedita all'evasione fiscale, alle false fatturazioni e all'intestazione fittizia di beni nell'ambito dell'inchiesta denominata Arpalo, ha ricevuto la notifica dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere in una clinica privata romana, dove si trova ricoverato per una ferita alla gamba riportata circa quindici giorni fa mentre era al lavoro con una motozappa sul suo terreno di via Nascosa a Latina. Comunque sottoposto ad arresto, Maietta deve essere piantonato nell'istituto di cura dove si trova, perché al momento della notifica del provvedimento i medici della clinica non hanno inteso concedere il loro benestare ad un eventuale immediato trasferimento del paziente in carcere. Per il giudice si è reso opportuno il parere di un consulente d'ufficio. Ma l'aver scritto a chiare lettere che l'indagato non può stare in cella con quella ferita, non equivale ad allontanare del tutto l'eventualità che l'ex deputato possa finire da un momento all'altro dietro le sbarre. Il Tenente Colonnello Silvotti ha infatti scritto anche che le condizioni mediche di Maietta sono compatibili con la permanenza all'interno di una struttura pubblica. E potrebbe trattarsi di un ospedale, ma anche di un carcere dotato di una infermeria capace di garantire la necessaria assistenza ad un detenuto reduce da un intervento di ortopedia, come è appunto accaduto a Maietta.
La decisione spetta al Gip Campoli, previo parere dei pm.