Una "bravata" che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori sia per l'alunno che per il professore. Durante la lezione, in una classe dell'Istituto Comprensivo Giacomo Matteotti di Aprilia, uno studente ha preso un puntatore laser centrando in entrambi gli occhi il suo insegnante che, a causa del forte bruciore, è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso della "Casa di cura Città di Aprilia" dove gli è stata diagnosticata una iperemia oculare, di fatto un'infiammazione congiuntivale, con conseguenti 4 giorni di prognosi. Da fonte ospedaliera il nostro giornale ha anche appreso che il professore della scuola media, per il persistere dei problemi alla vista, è ancora da considerare "inabile" in attesa di un ulteriore consulto medico fissato per i primi giorni di maggio. La "bravata" dell'alunno è comunque già costata all'insegnante, oltre alle cure antibiotiche, circa tre settimane di lavoro.
In questa sede non faremo nomi ma ci limiteremo soltanto ai fatti, per cui ometteremo anche dei giudizi di merito sulla punizione che la direzione dell'istituto, dopo un Consiglio di classe ad hoc, ha deciso di dare all'alunno: un giorno di sospensione con obbligo di frequenza. Un provvedimento disciplinare che, stando al rappresentante provinciale di un'importante sigla sindacale nazionale che sta seguendo la vicenda, è stato minore rispetto a quanto prevederebbe, anche in un caso del genere, il protocollo scolastico, vale a dire da 4 a 15 giorni di sospensione, perché il ragazzo non è "recidivo" - e dunque non si è mai reso responsabile di fatti incresciosi - e perché è tra gli elementi con maggior profitto della sua classe. Dalla stessa rappresentante provinciale della sigla sindacale abbiamo appreso che sono attesi ulteriori risvolti nei prossimi giorni: la famiglia dell'alunno, ad esempio, avrebbe intenzione di porgere formali scuse al professore. Mentre l'insegnante non avrebbe considerato congrua la punizione disciplinare che, di fatto, sarebbe stata scelta per non "compromettere" il buon nome dell'istituto.
Adesso vediamo di approfondire perché devono considerarsi pericolosi i puntatori laser. La legge italiana prevede la vendita libera di laser di piccole dimensioni (tascabili) di classe 1 e 2, cioè a bassa potenza, la quale deve essere riportata sulla confezione. Le classi superiori, 3 e 4, sono considerate praticamente armi e sono tassativamente illegali per la vendita al pubblico. Il consiglio degli esperti recita che è da tenere d'occhio la provenienza e che non vanno mai comperati da venditori non autorizzati. Onde evitare prodotti contraffatti e pericolosi, il puntatore deve riportare il logo "CE" europeo per la certificazione di sicurezza. Il puntatore, inoltre, deve riportare istruzioni e relative avvertenze in italiano. La regola più importante da seguire? Indipendentemente dalla classe di merito, della potenza o della certificazione, il puntatore laser non deve mai essere puntato al viso di una persona proprio per non rischiare di colpire le membrane oculari.