È il 5 maggio 2017 quando in una farmacia di Fondi un soggetto presenta un'impegnativa intestata a una donna di oltre 70 anni per la somministrazione di un farmaco contro la disfunzione erettile. Una prescrizione a dir poco sospetta, tanto che la farmacista ha allertato la guardia di finanza, che ha poi svolto ulteriori accertamenti notando come sempre le stesse persone avessero ritirato farmaci in esenzione in altre farmacie. Questa non è però che una delle «strane» prescrizioni di cui si fa menzione nell'ordinanza di custodia cautelare. Una farmacia di Roma, ad esempio, aveva contattato l'Ordine dei Medici, che a sua volta si era rivolto al Nas, perché un uomo aveva presentato 38 ricette, apparentemente emesse dallo stesso medico, «tutte indicanti l'esenzione per gli invalidi di guerra e la prescrizione di anticoncezionali per una paziente anziana». Una delle ignare vittime, ascoltata, ha dichiarato innanzitutto di non essersi mai avvalsa di terze persone per il ritiro dei prodotti e ha poi disconosciuto tutte le impegnative che le sono state esibite. Alle forze dell'ordine ha pure ribadito che la grafia utilizzata non sembrava quella del medico. L'anziana ha raccontato pure che sua figlia si era recata personalmente dal dottore per chiedere informazioni in relazione a una telefonata ricevuta da una farmacia di Sezze Scalo, che voleva sapere se avesse incaricato o meno una terza persona per il ritiro dei farmaci (la risposta fu negativa). Il medico si sarebbe giustificato rispondendo che erano farmaci di largo consumo, destinati alla sua attività professionale. E che non avrebbe più usato il suo nome.