Il Comune di Sabaudia rileva alcune irregolarità edilizie, ordina la demolizione dei presunti abusi e ingiunge pure il pagamento di tremila euro di sanzione. Salvo poi scoprire che la "multa" è illegittima, come sentenziato dal Tar che l'ha annullata.

La vicenda inizia nel 2016 e riguarda un immobile di corso Vittorio Emanuele III. Il Comune di Sabaudia contesta la realizzazione di un lavatoio di poco più di quattro metri quadrati e un intervento di pavimentazione su 35 metri quadrati circa. Ne ordina quindi la demolizione e applica una sanzione di tremila euro. Il privato, che afferma di aver effettuato solo lavori di manutenzione, ricorre al Tar.

I giudici amministrativi sentenziano che è pacifico che queste opere ricadano in area soggetta a vincoli, tra cui quello di Parco. È però altrettanto pacifico che la pavimentazione sia un'opera pertinenziale e che quindi non può essere considerata un'opera abusiva. L'ordine di demolizione è quindi legittimo solo per il lavatoio.

Pasticcio invece con la sanzione amministrativa. «Questo provvedimento – affermano i giudici – non è chiaro». Non viene specificato quale sia il suo presupposto: prima si afferma che il privato avrebbe eseguito non meglio identificati interventi di manutenzione straordinaria sul lavatoio e la pavimentazione, mentre poi si parla di «realizzazione» di questi manufatti, che avrebbe richiesto la presentazione di una Dia o di una Scia, procedure non richieste per la manutenzione. Atto dunque illegittimo, quello del Comune, per carenza di presupposto. Multa annullata.