Non c'è pace per i monumenti di Pontinia, compreso il palazzo municipale. Dopo i vandali scatenati che hanno imbrattato i marmi, ultimo dei quali il "celebre" Guè, ora è il caso degli smacchiatori "fai da te". Un'azione rivendicata da Giuseppe Anitori dell'associazione "Liberi e Forti". Armato di solvente, che assicura essere idoneo, ieri - insieme a un'altra persona - ha deciso di voler ripulire parte di una scritta. Una sorta di azione dimostrativa. «Bastano sette euro per comprare un litro» - dice Anitori -. «Questa mattina, stanchi di tutto questo degrado - annuncia in una e-mail inviata pure alla polizia municipale e all'ufficio segreteria del Comune -, con un diluente e una spazzola abbiamo tolto una scritta sul muro del Comune. Poi siamo andati dall'ingegner Rossi e abbiamo fatto vedere il diluente che serve». Difficile che il tecnico non fosse al corrente dei prodotti da utilizzare per intervenire. I tempi burocratici, spesso tutt'altro che rapidi, sono legati alle procedure da seguire. Un problema formale, ma anche sostanziale. Il palazzo municipale di Pontinia è infatti sottoposto a vincolo monumentale. Parliamo di un edificio di fondazione, che in quanto tale deve essere tutelato. Basti pensare che anche una "banale" sostituzione d'infissi richiede il parere della Soprintendenza, perché occorre preservare l'integrità dell'edificio e contrastare ogni possibile stravolgimento. Questo il motivo per cui anche interventi di pulizia improvvisata non sono contemplati. È necessario avere tutte le autorizzazioni del caso, anche sulla tipologia di prodotto da utilizzare per evitare di danneggiare la superficie. Sarebbe impensabile immaginare qualcuno che di punto in bianco, per quanto meritorie possano essere le intenzioni, decida di armarsi di spazzola per ripulire il Colosseo o qualsiasi altro monumento. Servono autorizzazioni ed è necessario rispettare determinate regole, osservando pure precise prescrizioni volte a tutelare il bene. L'iter che sta seguendo l'Ente nell'ambito della pulizia proposta dall'associazione "Solco Pontino" per rimuovere lo scempio tutt'altro che artistico a firma del Guè sul palazzo municipale. L'intervento estemporaneo di ieri mattina è stato invece improvvisato, come conferma Anitori. Che però non molla. «Ora - ha affermato ieri, sentito telefonicamente - interverremo pure per ripulire l'ex acquedotto».