La Procura di Latina gli aveva contestato la ricettazione di un assegno emesso dalla Banca del Fucino per un importo di 6mila euro. Nessuno però tra lòe migliaia di carte giudiziarie e di fascicoli si è accorto che A.P., queste le sue iniziali, classe 1951, era stato assolto nel 2014 dal giudice monocratico Laura Morselli, per aver posto all'incasso il titolo di credito in una banca di Latina: l'episodio era avvenuto il 18 febbraio del 2010. Dopo che era scattata una denuncia presentata ai carabinieri. Dopo che era iniziato il processo con una sentenza di assoluzione per l'uomo, l'incubo sembrava definitamente finito ma ecco che si è visto arrivare una nuova citazione in gudizio direttamente dalla Procura di Latina, competente per territorio anche se la denuncia era stata presentata a Sora e così il processo è iniziato una seconda volta, sempre per lo stesso reato, ricettazione relativa sempre al solito assegno con lo stesso numero. Ieri era in programma una nuova udienza e l'imputato punterà come avviene in questi casi sul ne bis in idem. Ma affinchè la vicenda finisca definitivamente il processo si concluda, sarà necessario attendere ancora e avere molta pazienza. Ieri pomeriggio il processo alla fine è stato rinviato al 23 aprile del 2021: tra tre anni, a testimonianza di quante siano le cause che si celebrano nel Tribunale di Latina compresa questa per un reato di cui l'imputato era stato assolto con formula piena ben 4 anni fa.