Era stato rapinato durante la mattinata del 16 febbraio; poi, dopo gli accertamenti nella clinica Sant'Anna e un successivo ricovero ospedaliero, pareva tornato in salute, ma un nuovo peggioramento delle condizioni di salute - circa un mese fa - lo aveva riportato in una struttura sanitaria fino alla giornata di giovedì, quando il suo cuore ha smesso di battere. E adesso sarà l'autopsia a chiarire se il decesso possa essere collegato o meno con le lesioni riportate in occasione della rapina di oltre tre mesi fa.

È questa la storia di Emanuele Fanelli - 89enne maresciallo dell'Esercito in pensione -, residente ad Ardea, scomparso circa 48 ore fa nel centro specializzato di rianimazione "San Giovanni Battista" di Roma. Una morte sulla quale il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Roma ha deciso di fare estrema chiarezza, per capire se possa essere legata ai fatti del 16 febbraio scorso. Quel giorno, infatti, l'anziano signore stava andando a fare la spesa nella macelleria di via Roma, alla Nuova Florida, quando - come dichiarato nella denuncia presentata pochi giorni dopo i fatti - una giovane donna si avvicinò a lui dopo essere scesa da un'auto guidata da un uomo, chiedendogli delle informazioni per poi allontanarsi. Fanelli, col suo bastone, si diresse in macelleria e, una volta fuori dal cancello del negozio, rivide la giovane che, improvvisamente, lo abbracciò e gli strappò di dosso la catenina d'oro che l'anziano indossava, spintonandolo e facendolo cadere a terra, prima di fuggire in auto insieme al suo complice. L'anziano, cadendo a terra, batté la testa: vennero chiamati i soccorsi, che lo portarono alla clinica Sant'Anna, dove venne sottoposto ad accertamenti al cranio e venne medicato con dieci punti di sutura. Poi, dopo il rientro a casa, ebbe un nuovo malore e - tornato a Pomezia - venne dirottato verso l'ospedale San Camillo di Roma, dove fu operato. La sua salute sembrava in ripresa. Poi, però, nuovi problemi, ancora a livello cerebrale, ed ecco un nuovo ricovero nel mese di aprile, stavolta al San Giovanni Battista, sempre nella Capitale. Qui è rimasto fino a giovedì, quando è venuto a mancare: i familiari, che lo hanno assistito fino all'ultimo, avevano anche avuto un consulto con altri medici e stavano pensando a un trasferimento per tentare un nuovo intervento chirurgico utile a salvargli la vita. Purtroppo non hanno fatto in tempo.

Adesso, chiaramente, sarà l'autopsia a fare luce sull'accaduto: chiaramente, da Roma sono stati informati anche i carabinieri della Tenenza di Ardea e della Compagnia di Anzio, che avevano inizialmente ricevuto la denuncia della rapina. Questi ultimi, coordinati dal capitano Lorenzo Buschittari, dopo il racconto dell'accaduto avevano avviato delle indagini al fine di provare a rintracciare la presunta autrice della rapina. Ovviamente, dopo l'autopsia la salma sarà restituita ai familiari per la celebrazione dei funerali.