Nuova ordinanza di interdizione dell'area notoriamente a rischio crolli nella zona di Le Mole, sull'Appia antica, ai piedi della collina di Punta Leano, da dove vengono giù massi ormai da anni. Gli ultimi, registrati ai primi del mese di maggio, segnalati prima dal comando dei Vigili del fuoco, probabilmente chiamati dai residenti, poi verbalizzati anche dalla Polizia locale, che ha preso atto della rottura di alcuni paramassi. Nei giorni scorsi il sindaco Nicola Procaccini ha firmato l'ordine di interdizione totale dell'area denominata Le Mole. È fatto divieto di accesso a chiunque, tranne che ai mezzi di soccorso. L'area è percorsa anche da chi ha la passione delle scalate. Anche per loro, off-limits.

Ad ogni modo si tratta dell'ennesimo pessimo segnale che arriva dai costoni di roccia delle colline terracinesi. Punta Leano, peraltro, ha una sua storia in materia. Dal suo dorso erano arrivati i pesanti massi che poi sono finiti sul tetto del serbatoio di Acqualatina, bucandolo e causando un'emergenza idrica. E sempre da lì sono scesi i massi che hanno massacrato la strada sottostante. Non a caso, nell'ottobre del 2016, dunque di quasi due anni fa, c'è stata la richiesta del Comune di 250 mila euro alla Regione per mettere in sicurezza quell'area. Soldi che sono stati effettivamente stati riconosciuti, ma come è noto la burocrazia non fa rima con sicurezza, se è vero che l'avviso pubblico per selezionare la ditta è arrivato solo a febbraio del 2018. Dunque qualche mese fa. Una lentezza imbarazzante, se si pensa che quella del dissesto idrogeologico è a tutti gli effetti un'emergenza. A dirlo, se non altro, sono gli importi enormi che, attraverso i fondi strutturali europei, la Regione mette a disposizione per le opere di contrasto. Per non parlare del piano straordinario del governo italiano. Insomma, sebbene si sia in pieno rischio crolli, le procedure per l'assegnazione dei lavori procedono a rilento. Sarebbe proprio il caso di dire: "Fate presto".