Venerdì e lunedì è rimasto seduto in classe, da solo, per cinque ore di lezione perché le mamme dei suoi compagni hanno proibito ai figli di entrare a scuola. Una decisione che hanno preso per protestare apertamente contro l'istituto di Cisterna e i genitori di quel bambino "problematico" che, a loro dire, è sempre stato molto pericoloso per gli altri perché incapace di controllare emozioni e reazioni. La mamma dell'alunno "sotto accusa", che è stata "invitata" a far cambiare scuola al proprio figlio (in questa sede non faremo nomi di alcun genere per tutelare tutti i protagonisti della vicenda), ha deciso così di uscire allo scoperto per difendere l'ultimo dei suoi tre figli e per sottolineare l'intenzione di non volerlo trasferire dall'attuale scuola elementare. «Mio figlio non è un terrorista - dice la donna -. Ha dei problemi che sono stati riscontrati anche dalla Asl di Latina ma non può essere considerato un soggetto violento. Mi è stato riferito dalle altre mamme che avrebbe ferito alcuni compagni e anche una maestra, ma nessuno parla dei tanti dispetti che ha subìto da parte di qualche altro alunno. Ma il problema vero sono le altre mamme e non la maggioranza dei compagni di classe, che hanno sempre cercato di aiutarlo ad integrarsi. So che ha bisogno di una figura di sostegno e per questo ho fatto la richiesta - purtroppo in ritardo per averla già da quest'anno scolastico - allegando la documentazione rilasciata dalla Asl. Così come ho fatto richiesta di invalidità all'Inps».