Sono iniziati ieri mattina in carcere a Latina i primi interrogatori degli indagati arrestati nell'ambito dell'operazione condotta dalla Squadra Mobile. E' stato il giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli ad ascoltare gli arrestati per rogatoria, al termine dell'audizione poi gli atti sono stati inviati al gip Antonella Minunni del Tribunale di Roma che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare. Agli interrogatori erano presenti anche i due pubblici ministeri Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro che avevano richiesto l'applicazione della misura restrittiva.
Ha risposto alle accuse Armando Lallà Di Silvio, difeso dagli avvocati Luca Giudetti e Oreste Palmieri e ha negato qualsiasi coinvolgimento e ha sostenuto che è estraneo alle accuse contestate, a partire da quella di associazione per delinquere. La difesa andrà al Tribunale del Riesame e ha presentato ricorso avverso il provvedimento cautelare. Sono rimasti in silenzio davanti al gip, Samuele e Gianluca Di Silvio che si sono avvalsi e hanno rilasciato dichiarazioni spontanee confermando che il padre Armando non ha niente a che fare con l'associazione.Ha parlato anche Matteo Lombardi, assistito dagli avvocati Giuseppe Lauretti e Massimo Basile e che ha negato le accuse. In carcere a Velletri è stato ascoltato Gianfranco Mastracci difeso dall'avvocato Sandro Marcheselli e si è avvalso, a Roma sono state ascoltate invece le donne che sono detenute. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Daniele Sicignano, rappresentato dagli avvocati Alessia Vita e Emanuele Farelli, Hacene Ounissi, detto Hassan, Federico Arcieri, Ismail El Ghayesh e Mohamed Jandoubi. A Roma sono state ascoltate dal giudice Antonella Minunni le donne coinvolte nell'inchiesta. Sabina De Rosa si è avvalsa della facoltà di non rispondere, così come Valentina Travali. Ha ottenuto gli arresti domiciliari Giulia Di Silvio, accusati di reati legati alle sostanze stupefacenti. Gli interrogatori andranno avanti fino a lunedì quando saranno ascoltate le quattro persone che sono invece detenute agli arresti domiciliari. Sono in tutto 29 gli indagati di cui 25 sottoposti ad una misura restrittiva e 4 invece che sono a piede libero