Doccia fredda dal Tar sul concorso per la selezione di 10 vigili urbani stagionali, indetto lo scorso anno, e che era già stato sospeso in via cautelare. Dopo il ricorso di alcuni candidati esclusi perché non residenti, proprio il requisito della residenza nel Comune di Terracina, caratteristica della selezione, ha causato l'annullamento dell'intera procedura. Il Comune è stato condannato a pagare 5 mila euro di spese legali più altri oneri. Il requisito della residenza era stato considerato sin da subito controverso. Per i concorsi pubblici, addirittura incostituzionale. Solo un cavillo, quello della conoscenza del territorio, avrebbe potuto salvarlo ma sebbene l'eccezione sia prevista per alcuni particolari casi, ad avviso del tribunale amministrativo non è la fattispecie del Comune di Terracina. Tanto più che i ricorrenti, inseriti già in una graduatoria vigente di altro Comune, avevano già negli anni passati lavorato a Terracina, conoscendone dunque il territorio. 

A casa definitivamente, dunque, i 10 vincitori che all'epoca firmarono il contratto per il lavoro stagionale, prendendo anche servizio. Tutte da valutare le conseguenze di questo flop dal punto di vista contabile. Resta che il Comune per ora è senza vigili stagionali. Potrebbe attingere alla graduatoria di idonei rimasta dall'altro concorso, il più recente che ha consentito l'assunzione di cinque vigili a tempo indeterminato con part time verticale.