Ancora una falsa partenza per il processo a carico dell'ex sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo (difeso dall'avvocato Luca Scipione); l'ex assessore all'urbanistica (all'epoca dei fatti contestati presidente del consiglio comunale), Maurizio Tallerini (difeso dall'avvocato Francesco Ferraro); ed i due lavoratori Fernando Costanzo (difeso dall'avvocato Michelangelo Fiorentino), e Attilio Franzini (difeso dall'avvocato Giovanni Valerio), accusati di voto di scambio.
Ieri mattina davanti al giudice Perna si è svolta una nuova udienza del processo, ma che ha subito un nuovo rinvio: è stato rilevato un errore di notifica sull avviso di conclusione delle indagini a carico della posizione di Maurizio Tallerini, per cui il giudice Perna ha dichiarato la nullità della citazione e quindi la restituzione degli atti al pm Mattei il quale ora dovrà così rifare il 415 bis, ovvero l'avviso di conclusione di indagini e la conseguente citazione a giudizio.
Questo per la sola posizione dell'ex presidente del consiglio di Formia, per quanto riguarda invece gli altri tre, Bartolomeo, Costanzo e Franzini è rimasto tutto invariato.
Ed al fine di consentire la riunione delle posizioni di tutti e quattro gli imputati e permettere il prosieguo del processo, il giudice ha fissato una data più allungata di qualche mese, proprio per permettere che vengano rispettati i tempi tecnici dettati dal codice di procedura penale. Il processo infatti è stato rinviato al 21 dicembre del 2018 21 dicembre al fine di consentire la riunione di tutte le posizioni.
I fatti contestati sono ormai noti.
La vicenda si sarebbe verificata, secondo la Procura, nel giugno del 2013. Secondo l'accusa Bartolomeo, in qualità di candidato alla carica di sindaco, in occasione delle elezioni amministrative tenutesi nel giugno del 2013 ed «il Tallerini nella veste di soggetto che ha agito nell'interesse e per conto del sindaco, al fine di ottenere il voto elettorale da parte del Costanzo e Franzini entrambi elettori, offrivano o promettevano loro utilità consistite per Costanzo nel procurargli un lavoro presso il "Parco De Curtis", la "Tomba di Cicerone" o "Parco Pimentale" di Formia e per Franzini nel garantire la futura assunzione del medesimo, utilità che venivano accettate dai due elettori al fine di dare il voto al Bartolomeo».
Ci fu anche un episodio di protesta dei lavoratori con l'allestimento di striscioni ed una tenda sotto il palazzo comunale. Da qui partirono le indagini dei carabinieri di Formia. Nel luglio scorso la chiusa l'inchiesta poi la citazione diretta a giudizio da parte del pm Alfredo Mattei.
Non è il primo processo che vede Bartolomeo accusato di scambio di voti, l'altra vicenda fu quella denominata "Impero romano" dal nome dell'associazione che si aggiudicò l'appalto per la pulizia delle spiagge, subito dopo l'elezione a sindaco di Bartolomeo.
Inchiesta che è finita in una bolla di sapone in sede di rinvio a giudizio: nel luglio scorso, in sede di udienza preliminare, l'ex primo cittadino è stato completamente prosciolto da ogni accusa con una sentenza del gup di non luogo a procedere.