Sindaci dal prefetto per una conferenza d'urgenza ieri alle 13. Maria Rosa Trio ha voluto incontrare gli amministratori per affrontare subito e di petto un'emergenza migranti collaterale alla bufera giudiziaria che ha travolto le due Onlus "Azalea" e "Ginestra" che gestivano centri d'accoglienza a Fondi, Monte San Biagio, Lenola e anche in altre città della provincia. Degli oltre 500 migranti ospitati nei Cas gestiti dalle due Onlus, solo 150 hanno preso la strada di altre province del Lazio. Ce ne sono circa 380 che dovranno essere ricollocati negli altri centri presenti nei Comuni della provincia e questo entro il 5 luglio, giorno in cui i Cas incriminati dovranno chiudere.
Per questa ragione il prefetto ha convocato d'urgenza i sindaci, chiamandoli a collaborare sia nella forma che nella sostanza a gestire la delicata contingenza. L'obiettivo è dunque far fronte all'ospitalità di questi richiedenti asilo, con l'impegno della prefettura che, non appena il nuovo bando sarà assegnato, i centri saranno sgravati dall'incombenza. Tutti i sindaci e i delegati hanno dato disponibilità massima a collaborare con l'ufficio di governo. E sebbene la conferenza sia stata anche l'occasione per rappresentare le criticità dei territori - è stato ribadito che in molti Comuni della provincia, nonostante siano attivi dei progetti Sprar, non viene rispettata la clausola di salvaguardia, che dovrebbe frenare l'arrivo di nuovi migranti nei Cas - è stata fornita massima garanzia di gestire con razionalità anche la comunicazione. Niente toni alti, niente allarmismi.
Hanno partecipato alla conferenza dei sindaci anche l'Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza e la Questura. Anche perché sul fronte dei controlli il prefetto ha annunciato tolleranza zero, chiedendo ancora una volta ai sindaci di collaborare. Ai controlli, già partiti con personale di Asl e vigili del fuoco, si aggiungeranno quelli sei sindaci stessi, autorizzati dal prefetto ad entrare nei Cas con le proprie polizie locali. Quei centri, insomma, non saranno più territori estranei e invalicabili. I primi cittadini, quali autorità sanitarie e per la sicurezza della loro città, potranno disporre controlli e verifiche, e le cooperative dovranno collaborare. I Cas che presenteranno caratteristiche di inadeguatezza, saranno immediatamente chiusi.