La lite animata in strada alla presenza del figlio piccolo, poi l'aggressione sotto gli occhi increduli dei passanti e le minacce pronunciate anche davanti ai poliziotti intervenuti per riportare la calma. È scattato l'allontanamento dal nucleo familiare per un trentenne del capoluogo che, in preda a un raptus di follia ingiustificato, ha picchiato la compagna incinta poco più che ventenne giovedì sera in viale dello Statuto, ferendo anche il loro figlio di quattro anni: l'uomo è finito nei guai anche per la reazione scomposta al controllo di Polizia.
L'allarme alla centrale operativa del 113 martedì sera è scattato intorno alle 20, quando alcuni cittadini hanno segnalato alla Questura la lite animata tra due coniugi, degenerata velocemente in una vera e propria aggressione. Dalle parole ai fatti, la situazione è precipitata in fretta: la ragazza non avrebbe fatto altro che spintonare il compagno, scatenando la reazione violenta dell'uomo che l'ha picchiata in strada.
All'arrivo dei poliziotti della Squadra Volante il trentenne era una furia che ha persino inveito contro gli uomini in divisa, cercando di sottrarsi al controllo con un'energica resistenza, tanto da rimediare una denuncia per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Nel frattempo la compagna e il figlio venivano soccorsi da un'ambulanza del 118, ma la donna ha rifiutato di essere trasportata presso il pronto soccorso per gli accertamenti e le cure del caso, di fatto impedendo ai poliziotti di documentare le lesioni provocate prima del loro arrivo.
Il comportamento che l'uomo ha mantenuto anche di fronte agli uomini in divisa è stato sufficiente, per i poliziotti del vicequestore Celestino Frezza, per procedere con il provvedimento di allontanamento del trentenne dal tetto familiare, adottato con il consenso del sostituto procuratore di turno.