La segnalazione è giunta in Capitaneria alle 18: c'è un sub disperso in mare.  Allarme e partono le ricerche. Pronti anche a chiedere l'intervento di un elicottero.
Dopo ore di attività, il pescatore subacqueo viene rintracciato: sano e salvo, anzi...con un bel carico di cozze raccolte dagli impianti di mitilicoltura presenti nel Golfo.
Del tutto ignaro che ad attenderlo c'erano i militari con una bella multa salata per lui.
Il fatto è accaduto domenica sera, quando una comitiva a bordo di un gommone si trovava nei pressi del campo di mitilicoltura della Rada di Gaeta ed ha richiesto l'aiuto della Guardia Costiera, tramite il numero di emergenza in mare 1530, facendo presente che un loro compagno si era immerso e non era più risalito. Sul posto sono giunte l'unità di soccorso CP856 ed il battello B94 per le operazioni di ricerca. Momenti di tensione e panico. Solo dopo oltre un'ora, è stato individuato il sub. Questi era in realtà intento ad effettuare attività di pesca subacquea all'interno dell'impianto di mitilicoltura. Un'attività vietata dall'ordinanza 135/07 della Capitaneria di Porto di Gaeta. Pertanto i militari, dopo essersi sincerati sull'ottimo stato di salute, hanno proceduto ad elevare, a carico di un 33enne, Z.A., residente nella provincia di Napoli, un verbale amministrativo di duemila euro per aver svolto pesca sportiva in zona non consentita. Il prodotto ittico pescato (circa 4 Kg) e l'attrezzatura da pesca è stata sottoposta a sequestro.
Altri interventi sono stati effettuati in questo fine settimana nell'ambito dell'operazione "Mare Sicuro". I militari hanno sanzionato uno stabilimento balneare di Formia per mancanza dei previsti gavitelli bianchi da posizionare a 200 metri dalla battigia, elevando un verbale amministrativo per oltre mille euro. La mancanza di tali gavitelli impedisce di distinguere la zona riservata alla balneazione da quella di mare aperta alla libera navigazione, pregiudicando l'incolumità dei bagnanti. Nel corso del primo weekend di luglio, inoltre, intensa è stata l'attività anche sul fronte ambientale che ha consentito alla Guardia Costiera di individuare nell'Area marina del Parco Regionale Riviera d'Ulisse di Monte Orlando, la presenza di oltre cento nasse in violazione delle norme che tutelano l'area di particolare pregio ambientale. I militari del battello GC B94 hanno sequestrato degli attrezzi di pesca, che costituivano vere trappole per le molteplici specie ittiche, anche di pregio, che popolano l'ecosistema marino del Parco.
Gli strumenti, abusivamente posizionati, erano infatti disposti lungo una linea di circa mezzo chilometro e collegati con una cima alle cui estremità si trovavano rudimentali galleggianti volti ad agevolarne il recupero e renderne difficile l'individuazione da parte degli organi di controllo.